Due province dannose

mappa-provinceLa provincia di Vibo V. non paga stipendi da cinque mesi; la provincia di Crotone è stata simbolicamente dichiarata chiusa, e materialmente sprangati gli uffici, dal presidente. Le strade del Serrese sono percorsi di guerra; quelle del Crotonese, un colabrodo. Domanda: a che servono, queste due province?
Cominciamo con un poco di storia. Vibo e Crotone erano due solidi poli industriali di epoca fascista, bene integrati nel tessuto economico circostante. Quando le industrie andavano ammodernate, invece le chiusero; e, in cambio, alla gente venne offerta l’offa avvelenata delle province.
Intanto, erano pessimamente tracciate.
Quella di Crotone poteva avere un senso se fosse stata estesa a S. Giovanni in Fiore e a Cariati, il che venne impedito da potentati cosentini. Ne risultò un aborto, con una città in gravissima crisi, la stessa Crotone; un centro con qualche rilievo, Cirò Marina; e paesi interni in degrado e quasi abbandono, con la sola eccezione culturale di S. Severina.
Quella di Vibo venne bovinamente ricavata dalla circoscrizione dei tribunali di Murat senza alcuna analisi della realtà, e si ritrovò Serra e persino Nardodipace che stanno da tutt’altra parte. Poteva essere il fulcro turistico della Calabria, ma, a parte una striscia di mare da Pizzo a Tropea, quasi tutto il territorio restò escluso anche da quest’ attività: turismo culturale, quasi nulla.
Che fare, ora? A parte che le province non dovrebbero più esistere in generale, non devono esistere queste due, così palesemente fallimentari. Che aspetta, il governo, a chiuderle?

Ulderico Nisticò

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