Due “ricorsi” storici


 Attenzione: il Vico non dice che materialmente “la storia si ripete”, ma che si ripetono le operazioni della mente umana nei confronti dei fatti. Nel 2026, la “resa incondizionata” è la sola “condizione” imposta dagli USA all’Iran, con il corollario di decidere, sempre e solo gli USA, chi governerà l’Iran.

Ebbene, è successo lo stesso ottantatré anni fa, nel gennaio 1943, quando il presidente Roosevelt e Churchill s’incontrarono a Casablanca, in rapporto a distanza con Stalin, e decisero, in verità decisero gli USA, che la sola conclusione possibile della guerra era la “resa incondizionata” dell’Asse Germania – Italia, e del Giappone.

Conclusione che sarà realizzata, in più fasi, nel 1945; e, sotto varie forme, dura tuttora in Occidente; e durerebbe nell’Oriente europeo, se non fossero crollati il comunismo e l’Unione Sovietica.

Da notare, per la cronaca del gennaio 1943, che la guerra era tutt’altro che finita. Le offensive tedesche in Russia erano molto minacciose, e lo saranno ancora. Gli Italotedeschi occupavano ex Iugoslavia e Grecia. Nella stessa Africa Settentrionale, l’Asse, evacuati Egitto e Libia, combatteva in Tunisia e Algeria. Roosevelt annunziò la strategia dei bombardamenti aerei distruttivi, ritenendosi superiore in cielo. Il 19 luglio sarà colpita Roma; ed è difficile non vedere come conseguenza il 25 luglio, caduta di Mussolini, e l’8 settembre, che abbiamo il vezzo di chiamare armistizio ma fu appunto una resa incondizionata.

E c’è un altro parallelo, se avrà successo. Intanto si muovono, a difesa di Cipro, non l’ONU, che sarebbe ora di licenziare; non l’Europa, che non dà alcun segno di vita, non i dormiglioni ben pagati del parlamento europeo, non la ??? statuina Ursula, bensì Italia, Francia, Germania, e Gran Bretagna (questa non fa parte dell’EU); e, dopo una patetica sceneggiata, si accoda la Spagna. L’Italia ha mandato una fregata, e chi se ne intende sa che questo tipo di vascelli da guerra è potentissimo; e certo le navi di questa squadra combinata non stanno a pescare sardine; e se arrivano ordigni bellici sull’isola, li dovranno abbattere, e tanti saluti.

Ci fu un Patto a quattro tra Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna, firmato dai governi e respinto dal corrottissimo parlamento francese; ma che almeno in tre occasioni evitò la guerra: 1938, questione dei Sudeti; e subito dopo, Arbitrato italotedesco tra Ungheria e Slovacchia; seguito da un secondo Arbitrato tra Ungheria e Romania (1940). In tutti e tre i casi, non venne nemmeno informata la Società delle Nazioni (ONU dell’epoca), che avrebbe solo fatto caciara.

[Per i disinformati: la Cecoslovacchia del 1938 era una patacca; e lo prova l’evidenza che, appena spariti i Russi, nel 1992 si è sciolta da sola, e oggi ci sono Slovacchia e Cechia].

Finora, nel 2026, l’Europa (dis)Unita è stata del tutto assente e dalla questione della Palestina e da quella sul Don. Ed è assente dal conflitto in Iran. Mi fermo qui, perché se fossi profeta mi giocherei il lotto; ma può anche darsi che nelle acque della dea di Cipro, Afrodite, nasca qualche altra realtà europea senza l’EU. E anche senza USA: atteggiamento di cui forse Trump sarebbe contentissimo. E io con lui.

Afrodite, molto vivace, era sì moglie del laborioso Efesto (Vulcano), però aveva per amante Ares, dio della guerra. Staremo a vedere che succede, a Cipro, e cosa farà la dea, se la guerra o l’amore… o entrambe le cose.

Ulderico Nisticò