È calabrese il magistrato che ha arrestato Messina Denaro: “da anni sulle tracce del boss’


Discreto, sempre lontano dai riflettori, ma da anni sulle tracce di Matteo Messina Denaro, prima alla guida della Dda di Trapani e Agrigento e poi da coordinatore unico – fatto senza precedenti a Palermo – dell’intera Direzione distrettuale, Paolo Guido, 55 anni, originario di Cosenza, per l’esattezza di Acri, oggi era visibilmente commosso.

La cattura dell’ultimo dei Corleonesi arriva infatti al culmine di anni di indagini, per le quali aveva la delega dal 2017. Lunghissimo l’abbraccio con i vertici del Ros dei carabinieri, a cominciare dal generale Pasquale Angelosanto, stamattina in Procura.

“Questo risultato – ha spiegato il magistrato – giunge dopo anni di grande impegno di questo ufficio e delle forze di polizia durante i quali è stata prosciugata la rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro ed è anche frutto di un difficile e complesso lavoro di coordinamento tra le forze dell’ordine, che in questo momento devono essere tutte ringraziate”.

Negli ultimi anni si è detto e scritto costantemente che “il cerchio attorno al boss si stringe”, ma per molto tempo nella rete sono caduti appunto i suoi fiancheggiatori e praticamente tutti i suoi parenti. Solo oggi la svolta che si attendeva da ormai 30 anni.

Paolo Guido è in magistratura dal 1995 e ha indagato anche sulla così detta trattativa, ma – nonostante la fortissima attenzione mediatica sul processo – nel 2012 rifiutò di firmare l’avviso di conclusione delle indagini, non condividendo l’impostazione dei colleghi.

Una scelta silenziosa, fatta senza clamore, sulla quale non rilasciò dichiarazioni o interviste. Lontano dai riflettori anche allora.