E’ disponibile il nuovo album “Sangu” del cantautore italo-tedesco Fabio Macagnino

A partire da oggi è disponibile il cd di “Sangu”, nuovo album, già disponibile in digitale, del cantautore e performer teatrale italo-tedesco FABIO MACAGNINO – nato a Hilden in Germania e trasferito in Calabria a 15 anni: un disco cosmopolita fatto di suoni che, abbandonata la retorica folclorica, si insinuano prepotentemente in quella cultura del riscatto di una terra, la Locride, che vuole affrancare dall’isolamento settoriale la musica popolare per proiettarla su una scena d’ampiezza internazionale, raccontando la Locride in Europa e l’Europa nella Locride.

Il progetto discografico dell’artista porta, quindi, alle estreme conseguenze un percorso musicale che ruota intorno alla musica popolare della Locride, ma attinge a sonorità e ritmiche che, indicando il passato, suggeriscono il futuro, facendosi ispirare dai dialetti. Un album sanguigno, a tratti animalesco e punk, in cui sono presenti strumenti musicali tradizionali – come lira calabrese, mandola, pipita – accostati a strumenti elettrici danno consistenza materica al suono.

L’album, che uscirà in versione fisica a settembre, apre con Eu non perdunu, una canzone dal suono aggressivo: “questa scelta per rimarcare il fatto che, a volte, per superare traumi, conflitti o ferite, vale più lo sdegno e il saper disprezzare onestamente la perfidia, la vigliaccheria di chi sia stato responsabile di un’offesa – spiega Fabio Macagnino -. Il brano anche ha un tratto leggero e ballabile e fa riferimento alla presa di coscienza, liberatoria, di voler fond

are la propria vita su principi che con tale cattiveria e vigliaccheria non abbiano nulla a che vedere.” Lo sdegno percorre come un fil rouge il progetto e lo ritroviamo anche in CANI LORDU con suono e voce aggressiva. Canzone di denuncia, nei confronti di chi si trasforma da amico a spietato nemico, bilanciata dall’ironia delle parole e dal terzinato sostenuto che spinge al ballo e al movimento liberatorio. Il ballo si trasforma in malinconico con FORTUNA, il cui videoclip uscirà a inizio luglio, che rappresenta il dialogo tra la fortuna e l’innamorato che ne invoca l’intervento, per condizionare le sorti della sua sventurata storia d’amore. Altro dialogo è quello in TARANTELLA LOCCA che racconta di un anziano maestro di tarantella e di un novello apprendista che vorrebbe imparare il tamburello. Questo è un pretesto per giocare intorno al tema della tradizione che non si rinnova.

Tradire la tradizione o restare fedeli ai modi tramandati dai maestri? A questo punto in FIGURATI TU si mette in luce un ironico gioco di parole per mettere a confronto, in modo leggero, due tipi di persone: gli intellettuali saccenti che sanno tutto e che non permettono a nessuno, che non sia dotto, di esprimersi su un argomento e chi, invece, al contrario, utilizzando molti luoghi comuni, si esprime su ogni tematica. Invece NDRI NDRA è la presa di coscienza liberatoria che la Calabria con la ‘Ndrangheta non ha nulla a che vedere. Sono due cose diverse. Sonorità dal sapore ancestrale: il suono scuro, primitivo, ciclico del terzinato della tarantella, invita ad un ballo rituale liberatorio.

JANESTRA MI FICI è una ballata che rivisita la classica serenata. Mentre CATARINÈ è una storia d’amore tra due giovani fidanzati della Locride, un pretesto per evidenziare, con leggera ironia, la cronica mancanza di trasporti. Infatti, da anni si parla invano di un ammodernamento della linea ferroviaria jonica calabrese, che non è mai avvenuto. Il disco di accinge alla conclusione con un gioco: GNIGNARU, nonché l’antico astragalo. Si tratta di un gioco e questa canzone non ha un significato: si gode della lingua in sé. Infine, SI FUSSI AMURI esprime l’amarezza del non riuscire ad innamorarsi: si preferirebbe la sofferenza per un amore non ricambiato all’assenza di questo sentimento essenziale per la vita. La canzone chiude con una poesia del poeta DANIEL CUNDARI, da lui stesso declamata.