E dopo le elezioni?

 Per rispetto della legge, non farò i nomi degli uscenti, ricandidati o trombati; e dei candidati in genere in Calabria. Del resto li leggevo stamani sul giornale di ieri (taccio delle circostanze e del luogo di tale studio), e mi chiedevo chi caspita siano stati gli uscenti; e, con rarissime eccezioni, chi saranno i prossimi eletti. La risposta è, al 95%, che furono e saranno dei Pinchipallini qualsiasi, e che nessuno ha mai sentito nominare per un intervento qualsiasi e una qualsiasi proposta… E opposizione? ahahahahahahahahahahahahahahahah: mai, lo stipendio è sacro!

 La Calabria elegge i suoi deputati dal 1861; deputati e senatori dal 1948, esattamente come il resto d’Italia, e, per quanto i riguarda, i soli che per la Calabria hanno fatto sul serio, furono Michele Bianchi e Luigi Razza: che, per l’esattezza storica, non furono manco davvero eletti. A proposito, chi ha la faccia tosta di aggiungere altri nomi, scriva: ma non in privato a me, qui sopra Soveratoweb, e firmi. Per incoraggiamento, e al netto dei suoi poderosi limiti, posso accennare a G. Mancini.

 Quasi sempre, il parlamentare calabrese è muto, e vota a comando del capogruppo. E, per quello che leggevo (vedi sopra), non mi pare che i prossimi siano migliori. Ma aspettiamo.

 Attenti, sto per dire qualcosa di peggio. Molti dei parlamentari furono e saranno, in quanto persone, dei bravi avvocati, bravi professori (vi ricordate la “società civile”? ahahahahah!) e professionisti vari: è come parlamentari che fecero, e temo, faranno pena.

 Non sarà, ragazzi, un fatto antropologico? Non sarà quel vizio antichissimo per cui il calabrese separa sempre pensiero e azione; ovvero, in questa terra di utopisti, pensa seriamente che basti pensare: il che non è minimamente rispondente al vero, perché la politica non è idea, magari espressa in bei romanzi, è proprio e solo azione; e l’uomo politico non si giudica da quello che dice, ma da quello che fa. Se uno mi fa la strada, lo giudico un buon governante; se mi parla di come raggiungere la felicità universale obbligatoria e garantita, lo ritengo un misero chiacchierone.

 Ecco cosa farò io da domani: se uno qualsiasi degli eletti si comporterà bene nei fatti, lo approverò; se no, bastonate. Come ho sempre fatto anche su queste pagine.

Ulderico Nisticò