E’ falso come le verità egiziane!

Una riflessione a proposito del tragico caso di Giulio Regèni massacrato in Egitto. Come nascono alcuni “luoghi comuni” e modi di dire che poi rimangono nella storia dei popoli

Giulio Regeni - genitori e sorella marzo 2016L’Università delle Generazioni, occupandosi prevalentemente di cultura sociale, intende offrire (tra le tante possibili) una riflessione tratta dalla tragica attualità legata all’ancòra inspiegabile delitto del ricercatore Giulio Regèni , avvenuto in Egitto, nella capitale Il Cairo, tra gennaio e febbraio 2016.

Tale caso, infatti, si presta a molteplici riflessioni, pure a causa dei troppi tentennamenti delle Autorità dell’Egitto e delle diverse e contrastanti versioni date per individuare colpevoli e mandanti, cosicché le cosiddette innumerevoli “verità” egiziane (ritenute veri e propri “depistaggi” dalle Autorità politiche e giudiziarie italiane, ma anche dalla stampa internazionale e dalle Cancellerie di numerosi Paesi) stanno diventando proverbiali tanto sono e addirittura “verità pacchiane”, inverosimili e offensive.

Verità per Giulio Regeni - Comune MilanoE già circola la frase “E’ falso come le verità egiziane” che si presterebbe non soltanto a diventare un “proverbio” ma potrebbe addirittura identificare (seppure ingiustamente e suo malgrado) le caratteristiche di un intero popolo, così come è avvenuto con il termine “levantino” per indicare spregiativamente alcuni atteggiamenti e comportamenti di persone e popoli orientali tendenti storicamente all’imbroglio, al raggiro (specialmente commerciale) e ad altre negatività legate alla inaffidabilità e alla inattendibilità più o meno assolute e comunque preoccupanti. Certo, sono purtroppo “luoghi comuni” … ma l’importante è non favorire  il “conio” di luoghi comuni, poiché proprio perché così coniati diventano poi “moneta corrente”.

Alla fin fine, conviene, nella vita quotidiana e in quella di uno Stato (come l’Egitto, così tanto amico dell’Italia e del mondo per la sua immensa civiltà), offrire tante verità per non dire la verità?… Alla lunga un simile atteggiamento non potrà che nuocere a chi usa tutte queste ambiguità a danno della dignità altrui (del popolo italiano, in questa vicenda, quindi di ognuno di noi). Non è in gioco soltanto la credibilità degli individui e dei popoli ma è in gioco la loro identità storica e ultramillenaria. Tutti ciò ha anche dei costi economici pesanti oltre che morali.  La stessa inquietante “Sfinge” egizia si presta da millenni ad interpretazioni troppo equivoche e assai  poco rassicuranti, anche se il suo significato mitologico magari è tutta un’altra cosa. Verità vera, prudenza e dignità spesso possono salvare le persone così come i popoli.

Domenico Lanciano

 

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