E finalmente arrivò il 27

A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra): con questi illustri signori, la Calabria è la terzultima fra 360 regioni d’Europa. Oggi aggiungiamo Jole Santelli: e dobbiamo vedere.

Affluenza bassa, in Calabria? La prima causa, che tantissimi stanno lontano, emigrati di fatto, e non tornano: segno di scarsissimo entusiasmo; e, più in generale, che queste elezioni non hanno commosso nessuno, manco i domiciliati.

Non vi rivelerò mai per chi ho votato: così nessuno può dire che sono salito sul carro del vincitore oggi -trice, e nemmeno che sto sui carretti degli sconfitti.
Ha vinto la Santellli; e io farò l’opposizione a tutto ciò che sarà sbagliato; se avesse vinto Callipo, avrei fatto l’opposizione a tutto ciò che sarebbe stato sbagliato. L’opposizione è una cosa che in Calabria manca, con qualche rara eccezione, da quando il re Italo imbandiva sissizi a soppressate, guanciale, formaggi e vino; e iniziò il mangia mangia.

Ogni tanto, in Calabria, se c’è, è un’opposizione nascosta, oscura, congiurata, da logge e peggio; la mia sarà, come sempre, con nome e cognome e faccia. Tutti diranno che ho ragione (lo diranno anche quelli che critico, anzi i primi; e non mi minaccerà nessuno!!!) e poi se ne fregheranno rotondissimamente. Pazienza.

Riassunto. Si voleva ricandidare Oliverio, ma gli ha detto di no… i fascisti, pensate voi: ma no, il PD, cioè il partito di Oliverio. Sono curioso di sapere per chi ha votato Oliverio, per chi i suoi amici, per chi il suo poeta: ma il voto è personale, libero e segreto! Peccato.

Si voleva candidare Mario Occhiuto (in alternativa, pure Roberto) ma gli ha detto di no… i comunisti, pensate voi: ma no, la Lega, e di conseguenza FI, cioè il partito di Mario Occhiuto. Sono curioso di sapere per chi ha votato Occhiuto, per chi i suoi amici, per chi la buonanima del suo re Alarico: ma il voto è personale, libero e segreto! Peccato.

A sinistra, spuntò Callipo che prima era di destra. In compenso, arrivò al suo sostegno Pino Nisticò, anche lui di destra poi sinistra. Arrivò il PD, e fece perdere a Callipo un fracco di voti. Arrivarono le sardine, e fu il colpo di grazia. Alla fine, se il PD si teneva Oliverio, perdeva lo stesso ma di meno!

Tansi, tutto sommato, è andato benino; Aiello, illustrissimo sconosciuto fino a 40 giorni fa, è scomparso; e con lui i 5 stelle, che furono già al 40%. Del resto, Morra e altri remavano contro, e nemmeno di nascosto.

La Lega non è andata bene: del resto, la sua azione politica in Calabria è stata modestissima, e con gli indigeni e con il bergamasco.

E ora? I quattro candidati a presidente non hanno espresso alcun programma credibile, ma o aria fritta o consolanti utopie. Alla Calabria, invce, non servono sogni (di quelli, ne abbiamo da millenni), urgono interventi immediati e concreti. Quello che non è stato fatto finora, va fatto ora: studiare seriamente gli innumerevoli e gravissimi problemi della Calabria, e soluzioni realistiche.

Mentre tutti erano occupati a pensare ai presidenti, nessuno si accorse che si votava per il Consiglio; e che 22 su 30 si erano ricandidati, 5 saltellando da sx a dx o viceversa; e molte candidature sono sicuramente spuntate nella notte tra il 27 e il 28 dicembre. E nessuno ci riflette: se anche venisse eletto capogiunta il granconte Ruggero I, dovrebbe sempre fare i conti con i 30 del Consiglio. Per esempio, Oliverio aveva guai con i consiglieri del PD, e trovava sostegno in quelli di Forza Italia. Ecco, con un Consiglio del genere, non potrebbero governare manco Anassila, Simmaco, Cassiodoro…

E finiamola con l’americanata di chiamare “governatore”, “-trice” chi è solo presidente di Giunta; i governatori, negli USA, sono governatori davvero, e con ampi poteri effettivi; e gli “States” sono Stati federati, e non circoscrizioni amministrative periferiche.

Intanto, alla vincitrice del 2020 dobbiamo concedere i cento giorni canonici, tre mesi. In tre mesi, vediamo:

– i nomi e le virtù e vizi degli assessori che nominerà;
– gli equilibri in Consiglio: quelli palesi e quelli importanti, cioè eventuali occulti;
– i primissimi provvedimenti;
– l’eventuale cambio di stile da quello mielato e buonista e bonaccione cui dal 1970 siamo abituati;
– la capacità di imporsi ai passacarte di Germaneto;
– e, per quanto mi riguarda da vicino, cosa sarà fatto per la cultura: quella vera, non piagnistei o prodotti tipici di Africo, o antimafia segue cena, o sbarchi di Ulisse e altre favole…

Aspettate con fede le prossime comunicazioni.

Ulderico Nisticò