È il sistema che è sbagliato

Una premessa di quelle che i giornali mettono per trafiletto, e, pudicamente, nessuno commenta: i fondi europei 2014-20 sono stati “impegnati”, cioè CHIACCHIERE, per il 61%, ma di fatto SPESI per un misero 31. Erano la bazzecola di due miliardi e rotti di euro, con cui avremmo potuto fare mille cose utili per l’infelicissima e colpevole Calabria, e di cui la massima parte tornerà indietro e se la pappano l’Irlanda o la Croazia. Secondo i libri di testo, la colpa è degli Spagnoli (1503-1708) o dei Borbone (1734-1861); secondo Pino Aprile è di Garibaldi (1860). Secondo me, è dei sederi degli impiegati ciuchi e vili e incollati alla sedia, e dei politicanti, quelli di oggi, non di cinque e tre secoli fa. In particolare, tra 2014 e 2020, di Oliverio, Viscomi e roba del genere.

Intanto, a Roma, Conte vaga tra Mastella (sunt lacrimae rerum), i responsabili, i costruttori, i 23 (su tale numero taccio, perché siamo in fascia protetta), e qualche senatore di centro(destra) che potrebbe darsi malato, ovviamente di covid.

Del resto, anche il Conte 1, che, secondo la forma, dovrebbe essere stato “mio”, venne fuori da tre giorni di tira e molla e sì e no; e cadde esattamente come rischia di cadere oggi Conte 2: cadde perché Salvini, preso da fantasmi probabilmente verdiniani, aprì una crisi suicida, e ci ammollò la Lamorgese scafista e genitore 1 genitore 2.

Vero che non esistono sistemi perfetti, e le cronache ci mostrano quanto sia difettoso quello che viene spessissimo spacciato come l’ideale, quello USA; e che le costituzioni eccelse stanno solo nella Repubblica di Platone, Roma secondo Polibio, Sogno di Scipione di Cicerone, Città di Dio di s. Agostino, Utopia di s. Tommaso Moro, e Città del sole di Campanella: tutti liquidati – fra Tommaso, addirittura in anticipo sulla nascita – dal Machiavelli (quello vero, non il Papete) con “molti hanno immaginato repubbliche e principati che mai non furono”. Nessun sistema è perfetto: ma il nostro fa più acqua del Titanic dopo l’iceberg.

E non fa acqua dal 2021, ma, per la forma, dal 1948, per la sostanza dal 1944.

Ci serve una cosetta come per i sindaci dal 1992: eleggiamo il presidente o come vi pare, e se cade torniamo a votare. Direte voi: ma, la costituzione… beh, ragazzi, hanno abolito padre e madre che c’erano fin dai tempi di Adamo ed Eva, volete che non si possa abolire una costituzione? E senza affannarci a scriverne un’altra: così aboliamo anche la Corte costituzionale, con qualche suo parere di giustizia favolosa.

Riassunto: presidente eletto; pochissimi parlamentari in due camere: una politica e una corporativa, con funzioni del tutto diverse; e giudici che tornino a fare solo i giudici.

Se poi la qualità umana degli Italiani è in stato di avanzata malattia, allora non ci possiamo fare niente. Il Vico direbbe che ci sarebbe utile una bella invasione barbarica; ma non ci sono barbari all’orizzonte: Teodorico, Clodoveo, Teodolinda. E non fatevi idee sbagliate.

Potremmo trovare dei barbari interni, di quelli che non se la stanno a pensare e agiscono… boh! Si facciano vivi, se ce ne sono…

Ulderico Nisticò