E se davvero se ne vanno?


 Trump minaccia di ritirare le truppe americane da Germania e Spagna, e, per quanto m’interessa, dall’Italia. Occorre prima di tutto una premessa storica, atta a capire che sono tre situazioni diverse. In breve.

Nella primavera del 1945, la Germania venne occupata a Est dall’URSS, che costituì una Germania “Democratica”, cioè comunista; e a Ovest da USA con al seguito G. Bretagna e Francia, che formarono una Germania Federale, poi entrata nella NATO; Berlino venne divisa in quattro zone.

Entrambi gli Stati erano l’effetto dell’armistizio degli ultimi giorni di guerra; e rimasero senza un trattato di pace. Trattato che non c’è nemmeno ora, mentre i tre Laender dell’Est vennero annessi, nel 1989, all’Ovest, donde l’attuale Germania. Le truppe americane, inglesi e francesi sono dunque, almeno formalmente, di occupazione.

La Spagna entrò nella NATO solo dopo la morte di Franco (1975), ma parecchio prima aveva accordi e trattati per ospitare basi americane.

In Italia, tutto inizia nel luglio del 1943 con l’invasione della Sicilia; tra le complesse vicende delle operazioni militari seguenti contro le truppe tedesche e della RSI, gli Angloamericani occuparono l’intero territorio nazionale; pochissimo dopo riducendosi ai soli Americani.

Nel 1949, l’Italia entrò nella NATO, il che non mutò la situazione delle basi americane non NATO; e dei trattati. Questi sono ufficiali per quanto riguarda la NATO, e perciò pubblici; mentre sono coperti da segreto i patti tra Italia e USA.

La giustificazione politica della presenza USA in Europa e in Italia fu, ormai decenni fa, la Guerra fredda e la minaccia sovietica; ma l’Unione Sovietica, e la sua reale o creduta o immaginata minaccia, non esistono più dal 1990. Sono entrati nella NATO gli ex Paesi satelliti – Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria; mentre la Cecoslovacchia si affrettava a dividersi in due Stati, comunque entrambi NATO e UE.

La NATO è l’affermazione del potere USA, però, è vano negarlo, va avanti a spese degli USA. Trump ha già detto che gli altri soci devono pagare; e ora minaccia ritiri.

Dopo aver detto che se vanno via, tanti saluti, devo però avvertire che la partenza degli Americani lascerebbe un vuoto che l’Italia dovrebbe riempire, sia con soldati sia con soldi. E sia con una politica estera decisamente più attiva e indipendente che dal 1943. Ne sarei ben lieto, ovvio: però non è così semplice. Che ne pensate?

Ulderico Nisticò