E tutto tacque

 Mancano meno di 24 ore, e tutto tace, tranne sapere che Tizio si candida con Caio e Sempronio con Mevio; e anche di questo argomento si parla pochissimo.

 Quello che manca, nelle regionali di Calabria, è la politica, quella vera, quella intesa come proposte serie e concrete per la risoluzione di problemi concreti e seri.

 Ovvio che io non prendo nella minima considerazione i proclami di felicità universale garantita e obbligatoria, e le belle frasi storiche, eccetera. Io sto parlando di cose che si toccano, che si vedono, che hanno una loro scansione cronologica a breve. Di ciò, nemmeno la più lontana ombra di un sogno.

 Nemmeno la più calabrese di tutte le favolette è stata richiamata in servizio, quella che non si nega a nessuno, quella che fa scrivere libri mai letti ma molto venduti. Avete capito, è l’antimafia segue cena. Ebbene, manco di quella ho sentito parlare.

 Nessuno ha detto, finora, una mezza parola su turismo, agricoltura, allevamento, artigianato, industria, commercio, viabilità, ferrovie…

 Dico cose oggettive: che la 106 sia una “priorità europea”, è una fandonia che circola da almeno quarant’anni; che bisogna elettrificare… insomma, sono così palesi bugie che persino i politicanti si vergognano di ripeterle.

 Di cose oggettive, i politicanti non parlano in quanto ne sono all’oscuro; e non hanno l’umiltà di chiedere a chi ne sa.

 Di una cosa parlano, eccome, ma sottintesa, tra le righe: assunzioni. Per esempio, se istituiscono un ente per la cattura dei cani randagi (in pacchianese, feral dogs: ahahahahahahahaah), nominare un presidente, un vicepresidente, 666 consiglieri, 666.666 impiegati, e un (01) accalappiacani. E anche quello…

 Quanto alla cultura, mai sentita nominare. Del resto, è dal 1970 che mettono assessore uno appariscente ed inutile; e faranno così anche dopo il 4 ottobre.

Ulderico Nisticò