Easyjet, aerei dubbi e luoghi comuni certi

Easyjet, una compagnia aerea di quelle non si sa, ha scritto in un suo ridicolo scartafaccio che in Calabria non vengono turisti per la mafia e per i terremoti. La seconda affermazione è proprio da ciuccio che vola – è il caso di dire – giacché l’ultimo terremoto notevole è quello del 1908, 112 anni fa. Nel frattempo, due o tre terremoti nell’Irpinia; è caduta la Basilica di Assisi… eccetera; e in Giappone… Sì, sono proprio degli asini con le ali, costoro dell’Easyjet.

Quanto alla mafia, i quadrupedi pensano seriamente che sia una manica di rapinatori di collanine ai passanti, invece di, come è, l’organizzazione malavitosa più potente del mondo, e che manovra miliardi; e di collanine può regalarne una per tutti gli abitanti del Pianeta, anche più d’una; e non perde tempo a svaligiare bagnanti, generalmente, in Calabria, poco ricchi.

Sistemati questi somieri volatili, domandiamoci però da dove derivi la loro infinita ignoranza. Dall’ignoranza, ma non dalla loro, quella dell’Easyjet, che la Calabria non sa manco dov’è; dico di quel cialtrone,, quella della bestia calabrese con laurea che avrà scritto queste cose, e che a sua volta della Calabria non sa niente, però magari ha una cattedra all’università: potenza delle maniglie; o della bravura a ripetere a memoria i suddetti luoghi comuni!

Easyjet avrà letto qualche libercolo lacrimatorio, di quelli che all’autore fanno vincere 666.666 premi letterari durante la Sagra della frittola vegana; e il Tg Calabria lo invita ogni due giorni… O avrà anche pagato qualche calabrese ciuco?

L’asino non ha certo a loro parlato di storia calabrese, anni quattromila; di aree archeologiche (Reggio, Locri, Scolacio, Crotone, Sibari Thuri etc), di città d’arte (Reggio, Gerace, Stilo, Squillace, Taverna, S. Severina, Altomonte, Cosenza, Rossano Corigliano, eccetera), di varietà di paesaggi: l’asino è un intellettuale, quindi ha il culetto incollato alla sedia, non ha mai viaggiato manco in Calabria, soprattutto in Calabria!

Sì, dev’essere andata così; e di una sola robetta mi stupisco, che gli equini aerei dell’Easyjet e il loro asino locale non abbiano lungamente parlato dello sbarco… degli infiniti e quotidiani sbarchi di Ulisse con due reimbarchi da Catanzaro Lido. Ahahahahahahahah!

Quando gli asini aerei si sono scusati, peggio fu: “spiagge incontaminate”, nemmeno fossimo in un’isola della Polinesia. Grazie a Dio e agli uomini, in Calabria non c’è un centimetro quadrato “incontaminato”, e ciò da almeno quattro millenni.
Calabresi, uditemi: la colpa non è di una compagnia di aerei ridipinti, la colpa è tutta nostra, tutta squisitamente calabrese.

È dei Calabresi con laurea e ignoranti, che dopo la laurea non hanno mai letto manco Paperino; figuratevi un libro di storia calabrese.
È dei Calabresi cresciuti, al massimo, a forza di Magna Grecia tarallucci e vino (e non sanno in che secoli ci fu!), Bizantini tutti monaci (e giù barzellette, se ne discendiamo noi), fucilazione di Murat ammesso lo abbiano mai sentito nominare.

E siccome i Calabresi sono tutti diplomati e laureati, la colpa è della Scuola.
La colpa è delle Università laureifici, e per il resto assenti dal territorio, quanto meno nel campo umanistico.

A dire il vero, la colpa è anche del calabrese emigrato a Milano, bravissimo medico e bravissimo ingegnere, quindi capace di “usare” l’italiano nella sua professione, come si usano il pallottoliere e la siringa; e che però non sa ordinare un caffè se non in dialetto: e figuratevi se corteggia una donna non paesana.

La colpa è di Regione, Province, Comuni, che se ne strafregano della cultura in genere, e di quella calabrese in specie. La Regione di centrosinistra, la Regione di centro(destra); e, per l’attuale, Spirlì, di cui, alla Cultura, non si ha notizia.
La colpa è dei giornali.

Avrete notato che non nomino i politicanti: ecco un bell’esempio di damnatio memoriae. A proposito, Calabresi dei miei baffi: non comprate mai un biglietto dell’Easyjet; così imparano a chi non si devono rivolgere, se vogliono conoscere la Calabria.

Ulderico Nisticò