Economia italiana in pericolo

 E dico in pericolo per non fare il catastrofista: ma l’inflazione dichiarata va verso il 9%, e quella effettiva è fatta di aumenti continui non dei diamanti e dei panfili, bensì del pane.

 Cos’è successo? O, più esattamente, cosa non è successo? Non è successo che il supergoverno Draghi di quasi tutti in barca ha fatto fallimento, in mezzo a tante promesse, anzi assicurazioni di ricchezze future.

 Intanto è palese che aveva ragione Platone: i tecnici devono eseguire, mentre a governare devono essere i filosofi. Solo che nel 2022, anzi da decenni, di filosofi non si vede manco il pelo della barba. E allora, giù con i tecnici, i quali, ovviamente, falliscono: Prodi, Ciampi, Monti, Draghi…

 Ora, la questione non è trovare un altro tecnico magari sedicente di centro(destra); è una questione di sistema sbagliato, che non può essere curato con i pannicelli caldi, e dev’essere sottoposto ad intervento chirurgico.

 L’economia non è fatta di carta, è fatta di cose; e qui non è che manchino i soldi di carta, ci mancano la produzione e la corretta distribuzione; quindi ci manca il lavoro. Sotto questo aspetto, il Meridione, e più la Calabria, stanno malissimo; però nemmeno il resto d’Italia sciala.

 Scopriamo, infatti, che ci riscaldiamo e illuminiamo con gas forestiero invece di estrarre il nostro, e comunque inventare altri modi per produrre energia; e usiamo le centrali atomiche francesi e svizzere perché un branco di sognatori pensa che, eventualmente, le radiazioni estere si fermerebbero ai confini di Stato!

 Abbiamo abbandonato l’agricoltura perché don Milani ha detto che i figli degli avvocati a scuola vanno meglio dei figli dei contadini: ed ecco che a Napoli ci sono più avvocati dell’intera Francia; e anche Soverato non scherza.

 Gli Italiani telefoniamo via Londra con aggeggi prodotti in Cina. I nostri ingegneri elettronici se ne vanno all’estero, non avendo spazio in Italia.

 E i lavori pubblici? Lenti e impacciati: vedi 106, vedi Trasversale, eccetera. I lavori pubblici, utili in sé, sono anche il volano dell’occupazione. Non lo sanno, i tecnici con dodici lauree?

 Eccetera.

 Tutti si riempiono la bocca con le eccellenze culturali dell’Italia: ma la nostra politica della cultura è molto difettosa, e in mano all’ideologia del piagnisteo pseudosociologico, con libri e film magari premiati, che però non vede e non legge nessuno.

 Esempio, la pessima gestione calabrese del 50mo dei Bronzi: anzi, non gestione, solo conferenze stampa a colpi di “Poi vediamo”.

 Il turismo? Pigliate Soverato: flusso di sabato notte, cioè ragazzini chiassosi, già domenica sera il vuoto; ora, forse, 15 gg di agosto.

 Insomma, l’economia italiana, meridionale, calabrese e locale va a rotoli. Se anche l’Europa ci manderà davvero, a rate, 191 miliardi, ho il fondato sospetto che i supertecnici megagalattici super non li sapranno spendere.

 Non è colpa loro: tecnici, sono, e perciò privi di idee e ricchissimi di libroni imparati a memoria.

Ulderico Nisticò