Eden Calabria!

Un’ignoranza gigantesca ed un’invidia colossale hanno riprodotto recentemente consueti luoghi comuni razzistici e insulti verso la Calabria da parte di una compagnia aerea a bassi costi come la ”Easy jet” (Basilea, Svizzera 1988) che con questa regione ha diretti e continui rapporti di lavoro (si direbbe che “sputa sul piatto dove mangia”!), ma anche da parte di “Lonely Planet” (Editrice di guide turistiche preferite dai giovani, fondata nel 1973 in Melbourne, Australia). Costoro sembrano ignorare una legge universale: l’offesa è un “boomerang” … si ritorce inevitabilmente e ricade su chi la fa, poiché – tra l’altro – lo qualifica.

E sembra che non abbiano fatto proprio una bella figura questi ennesimi denigratori di una Terra che, da millenni ed ancora adesso, è strategico crocevia di civiltà e di accoglienza. Una Terra dove, non a caso, è nato il nome Italia, quasi quattro mila anni fa, e dove sono nate idee di progresso civile adottate ancora da tutto il mondo, come ad esempio il calendario ovvero la misurazione del tempo che scandisce la nostra vita a livelli globali.

L’invito è, perciò, di conoscere meglio la Calabria prima di sporcarsi la bocca, dimostrando la grossa e grassa ignoranza e la miserevole pusillanimità. Noi calabresi non andiamo a spulciare i problemi e le miserie degli altri popoli, dal momento che, come le persone, pure i popoli e le nazioni hanno un qualche piccolo o notevole difetto. Ma cerchiamo ciò che ci unisce e ci esalta. Da sempre la Calabria è terra di amicizia e di altri buoni sentimenti oltre che Terra di infinite meraviglie climatiche, naturalistiche e culturali. Fatelo dire a migliaia di stranieri che (specialmente svizzeri e tedeschi”) hanno comprato casa e “stranieri” non sono e non si sentono poiché qui vivono coccolati come Peter Zentner di Berna che studia persino il dialetto.

Gli stessi tedeschi dicono che la Calabria è un pugno di Baviera in mezzo al Mediterraneo e che se un Paradiso Terrestre c’è mai stato al mondo, ebbene, questo continua ad essere proprio la Calabria. Un Eden invaso da tutti i popoli da Nord, da Sud, da Est e da Ovest che accorrono qui come mosche al miele. Un popolo mite quello calabrese che non ha mai dichiarato una guerra e che, invece, da secoli, viene sopraffatto da violenti eserciti di ogni risma.

Oggi, purtroppo, è il turno di eserciti “mafiosi” esterni forse per un lontano disegno di destabilizzazione nazionale, ma ciò non impedisce al vero ed antico popolo calabrese, pur subendo quest’ennesima offesa, di mantenersi sempre con estrema dignità “il popolo dell’Eden”, un merito naturale e primordiale che non possono vantare certo coloro i quali si ritengono razzisticamente superiori tanto da emettere giudizi ed oltraggi, spesso continui, che nascondono, appunto, invidia generazionale e profonda ignoranza storica.

Spetta, comunque, alle Istituzioni regionali, italiane ed europee avviare una speciale e straordinaria campagna di contro-cultura per evidenziare (dentro e fuori i confini nazionali e con la mobilitazione pure dei nostri emigrati) i valori e la realtà che da millenni reggono i violenti urti dell’ignoranza, del razzismo e dell’invidia per avere la fortuna di abitare in un vero e proprio “Eden” … in “Eden Calabria”.

Domenico Lanciano