Elisabetta, regina: e ora?

 Nel 1707, Anna Stuart iniziava il processo di unione tra le sue due Corone di Inghilterra e Scozia; senza eredi, alla sua morte, nel 1714, divenne re del Regno Unito di Gran Bretagna il principe tedesco Giorgio di Hannover, marchese ed elettore dell’Impero, reperito come unico discendente protestante degli Stuart. Il ramo cattolico era, ovviamente, escluso senza discussione. Ci furono però dei giacobiti, fedeli agli Stuart, con qualche momento di conflitto anche armato. Ci fu anche una Elisabetta Stuart contessa di Albany e amante – con molta discrezione e vivendo ognuno a casa sua – di Vittorio Alfieri, la quale si faceva chiamare regina d’Inghilterra; e i due ci ricamavano dell’ironia.

 Dopo Giorgio I, ecco Giorgio II, e Giorgio III (pazzo in senso clinico, ma che morì nel 1820), e Giorgio IV più noto per la precedente funzione di principe reggente; poi Guglielmo IV; e, dal 1837 al 1901, Vittoria, nel 1876 anche imperatrice delle Indie (ma non regnò sull’Hannover, per la legge salica); Edoardo VII; Giorgio V; e il misterioso caso dell’abdicazione di Edoardo VIII, che aprì la strada al fratello Giorgio VI; e lei, Elisabetta II.

 Da notare che i numeri dei Giorgio sono relativi al Regno Unito; mentre Guglielmo, i due Edoardo ed Elisabetta si enumerano con i regnanti della sola Inghilterra, e non dell’UK. Carlo sarà detto III. Per la cronaca, il primo Carlo, uno Stuart, venne decapitato nel 1649, e segui una scombinata repubblica, in realtà tirannide di Cromwell; donde Carlo II. Ancora da notare che i regnanti dal 1714 furono tutti di sangue tedesco anche per matrimonio, fino alla madre di Elisabetta; e solo nel 1917 la casata adottò il nome inglese di Windsor in luogo di Hannover.

 Onore ad Elisabetta II, che ha compiuto il suo dovere in circostanze tutt’altro che facili. E ora? Carlo è re per il principio monarchico, che è automatico. È anche re del Canada e Australia e Nuova Zelanda e vari; e dell’Irlanda del Nord, tutt’altro che monarchica. Non è molto stimato; e le sue vicende personali s’intrecciano non solo con la Corona, ma con la Chiesa Anglicana, il cui capo è il re fin dai tempi di Enrico VIII. E ci sono anche fuori dell’Inghilterra degli anglicani, spesso molto più intransigenti degli indigeni. Vero che l’Anglicana è solo una delle Chiese, inclusa quella Cattolica; senza scordare i tanti non cristiani; o semplicemente atei.

 E che dire dell’indipendentismo scozzese? Ma questo, a differenza di quello nordirlandese, non è necessariamente repubblicano, anzi… Vi suggerisce qualcosa? Boh: vedremo. Vero che le Isole Britanniche sono tenute assieme dalla monarchia; ma ciò non vuol dire da qualsiasi re.

 E va ricordato anche che la Gran Bretagna non è condizionata da carte scritte, se non da patti e accordi che, come si fecero, così possono mutare. Anna Stuart era regina d’Inghilterra e regina di Scozia, Regni separati, e che decisero di “unirsi”, non di annullarsi. Ci sono anche curiosi casi: le Isole del Canale appartengono, oggi, a re Carlo, ma non al Regno Unito; e vari altri residui del Medioevo.

 Tutto l’assetto britannico, del resto, è medioevale, se c’è una Camera dei lord ereditaria di feudatario in feudatario; e una nobiltà che per secoli ha goduto di ogni privilegio, pagandolo però con il sangue in guerra; e un indistricabile misto di altissima cultura classica e spiccia barbarie, non nella stessa Nazione ma nella stessa persona.

 È per questo che la Gran Bretagna s’identifica con la monarchia; e non è certo che reggerebbe senza. È ora?

Ulderico Nisticò