Epatite A, scatta l’allerta nel Catanzarese: individuata partita di frutti di mare contaminati


Si stringe il cerchio attorno al focolaio di epatite A che nelle ultime settimane ha fatto registrare un picco anomalo di casi nella provincia di Catanzaro. Gli ispettori del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp hanno individuato la possibile origine del contagio: una partita di frutti di mare contaminati all’interno di un ristorante situato sul litorale ionico catanzarese.

L’indagine epidemiologica
​L’attività investigativa dell’Asp era partita immediatamente dopo i primi ricoveri. Inizialmente, i tecnici avevano effettuato campionamenti sulle acque, che hanno però fornito esito negativo, escludendo così problemi alla rete idrica o ambientale.

Le verifiche si sono quindi spostate sui luoghi e i locali frequentati dai pazienti risultati positivi. Proprio durante questi controlli mirati in una struttura della costa ionica, è emersa la presenza del virus in una partita di prodotti ittici. Le autorità competenti sono già state allertate per ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento e capire se il prodotto contaminato possa essere stato distribuito anche in altri esercizi.

La situazione negli ospedali
​Il bilancio dei contagi continua a salire. Nelle ultime ore, altri due pazienti con i sintomi tipici della malattia hanno fatto accesso all’Azienda Ospedaliera Universitaria “Dulbecco”.

Sale così a 14 il numero complessivo di persone che si sono rivolte alla struttura dall’inizio dell’emergenza.