Una striminzita percentuale di studenti del primo anno passa l’esame di Fisica; a Catanzaro e Cosenza, il 10%. Ora si tiene una prova d’appello; e se no c’è sempre un TAR in agguato. Altrimenti si rischia di non avere studenti, quindi futuri medici.
Ho letto note di seri professionisti anziani, i quali sostengono, secondo me a ragione, che la conoscenza della Fisica è fondamentale per un corso di laurea in Medicina.
Mi chiedo da dove sono usciti, da quali scuole, i fanciulli che non sanno la Fisica. Siccome io non è che ne sapessi granché, ai miei tempi, faccio un esempio di mia competenza: uno non può studiare Letetre Classiche senza conoscere Latino e Greco, e non patacche tipo “i valori democratici della civiltà” e altre cose fumose, ma come si fa, rispettivamente, un periodo ipotetico dipendente di terzo tipo (putabant Caesarem et Persa adgressurum fuisse, nisi necatus esset) e un aoristo secondo passivo (ῥήγνυμι > ἐῤῥάγην); sono attrezzi del mestiere come la pialla per il falegname e per il barbiere un rasoio.
Non so se sono stato chiaro. Va data, ministro Valditara, una seria occhiata alla Scuola, devastata da fasulle riforme a partire dal 1962.
Ulderico Nisticò