Ezio Greggio, la storia e i diplomati di oggi

Premessa: da qualche parte ci dev’essere una normativa seria sulla cittadinanza onoraria, che invece vedo assegnare, soprattutto in Calabria, con tale abbondanza che tra poco alcuni paesi spopolati avranno più cittadini onorari che cittadini veri! Io, al posto dei prefetti, darei un’occhiata, soprattutto in campagna elettorale.

Un tale Ezio Greggio, uomo di spettacolo, riceve e rifiuta la cittadinanza onoraria di un posto. La cosa mi lascerebbe del tutto indifferente, se egli non avesse sparato una bufala immane, che il genitore sarebbe stato “tre anni” prigioniero in Germania.

Evidentemente il Greggio ha studiato la storia in qualche scuola di oggi, dove le date e i luoghi non si spiegano più, fregandosene del Vico, il quale insegna che cronologia e geografia sono “gli occhi della storia”. Ma molti professori credono il Vico sia vico, una stradina stretta come quella del Monopoli.

Per informare il Greggio, e non solo lui, vi narro come andarono i fatti:

– Il 10 giugno 1940, l’Italia di Mussolini entrò in guerra a fianco della Germania, contro Francia e G. Bretagna, poi Grecia, Iugoslavia, URSS, USA etc. La Germania, ovviamente, non fece alcun prigioniero italiano durante tali operazioni; e le FFAA italiane combatterono assieme all’alleato tedesco e contro il comune nemico: avete mai sentito parlare di Alamein? La sera del 7 settembre, per esempio, l’artiglieria sita sull’attuale Panoramica di Soverato abbatté un aereo statunitense.
– L’8 settembre 1943 mattina il governo Badoglio (la faccio molto breve) dovette dichiarare l’armistizio. I Tedeschi, che se l’aspettavano, reagirono subito, attaccando gli Italiani dovunque fossero: Italia, Francia, Croazia, Dalmazia, Albania, Grecia…
– Moltissimi vennero condotti prigionieri in Germania. Qui la loro sorte fu duplice: alcuni aderirono alla Repubblica Sociale Italiana e tornarono a combattere contro gli Angloamericani; altri non aderirono e rimasero prigionieri, addetti, come tutti i prigionieri di guerra, ad attività lavorative.
– La Germania crollò nella primavera del 1945, e tutti i prigionieri di ogni provenienza vennero liberati.
– Tra settembre 1943 e maggio 1945, corrono venti mesi circa; per arrivare a tre anni, mancano a Greggio altri lunghi mesi sedici, da lui del tutto immaginati.

Salvo che il padre l’8 settembre 1943 non fosse già in Germania come volontario dell’Organizzazione Todt, che, per la produzione bellica, reclutava braccia in tutta Europa, con regolare pagamento e tutti i benefici del lavoratore tedesco, pensione inclusa, che molti hanno riscosso fino al termine della loro vita, cioè parecchio tempo dopo la fine della guerra.

Insomma, ognuno la può pensare come vuole, ma nessuno si può reinventare la storia a comodo suo. E invece è quello che sento e leggo a ogni passo; e nessuno corregge gli errori… perché nessuno sa niente!
Secondo voi, per tutte le lezioncine di storia che v’impartisco gratis, mi daranno mai una cittadinanza onoraria? A me? Ahahahahahahahahahah!

Ulderico Nisticò, cittadino ordinario di Soverato, e mi contento