Fase 2 coronavirus, iniziativa pubblica trasformata in mini party con il sindaco

Il consigliere regionale del Pd, Libero Notarangelo: “Pensando alle difficoltà economiche della nostra comunità c’è poco da festeggiare. Chieda alla Santelli di intervenire con misure di sostegno”.

“Una boccata d’aria aperta, dopo l’allentamento delle misure di sicurezza varate dal Governo per il contenimento della diffusione del Coronavirus, ha il sapore della speranza. Mettendo piede fuori casa dopo due mesi, siamo tutti alla ricerca di un contatto umano nello sguardo che si svincola dalle mascherine. Ma il sollievo dura poco, se si pensa alle insormontabili difficoltà economiche che gli imprenditori, i professionisti, il cosiddetto popolo delle partite iva, e soprattutto le famiglie che vivono di lavoro precario, o che il lavoro lo cercano, dovranno affrontare. La Fase 2 non è un “liberi tutti”. E guardando alle criticità che ci troviamo ad affrontare in ogni settore della vita economica e sociale, soprattutto in Calabria, ci sarebbe comunque ben poco da brindare anche qualora fossimo usciti in maniera certa e certificata dalla pandemia”.

E’ quanto afferma il consigliere regionale del Partito democratico, Libero Notarangelo, che interviene in merito alla notizia diffusa anche dai giornali nazionali, di una iniziativa pubblica alla quale ha partecipato il sindaco Abramo trasformata in un mini party con tanto di prosecco, torta e assembramenti.

“Trasformare una bella iniziativa per la conclusione di una gara di generosità e di sostegno a medici e infermieri, in un quartiere storico del Capoluogo che, come molte altre zone della città, si è ritrovato unito e solidale, in una festa per la fine del lockdown ha avuto come felice conseguenza quella di mettere sulla graticola della stampa nazionale la serietà istituzionale del Comune Capoluogo di Regione – afferma Notarangelo -. Quale credibilità possiamo invocare davanti ai cittadini che hanno sopportato con pazienza e disciplina autocertificazioni e limitazioni quando le misure vengono imposte da un’Amministrazione che predica bene – prima di tutto il rispetto del distanziamento sociale di un metro e il divieto di assembramento – e razzola malissimo, stringendosi nel fazzoletto di un giardino con cittadini e vigili urbani al posto di congiunti e affini, scambiandosi fette di torta e prosecco”.

“Con quale autorevolezza gli agenti della Polizia municipale interverranno per strada a chiedere il rispetto del distanziamento? C’era davvero bisogno di trasmettere questa immagine di sciatteria istituzionale? Perché – conclude Notarangelo – il sindaco non concentra la carica sociale che lo contraddistingue per relazionarsi con la presidente della Regione Calabria? Con la Santelli, che trova nelle ordinanze notturne e nello scontro con il Governo nazionale una valida alternativa alle misure di sostegno concreto all’economia in ginocchio, il sindaco dovrebbe fare due chiacchiere, portando il prosecco: la gente muore di fame, tutti gli esercenti, gli artigiani, le piccole aziende rischiano di non alzare più le saracinesche se non iniziamo a immettere liquidità nelle loro tasche. Cosa vogliamo fare, ballare una tarantella?”.