Festa della Madonna del Ponte a Squillace Lido

La Madonna del Ponte (o del Rinfresco), come ogni anno la prima domenica di agosto a Squillace Lido, attende a braccia aperte i suoi figli: migranti, poveri, sofferenti, ammalati, devoti, per dar loro conforto e sollievo. <<Non ci saranno pifferi, musica, ballerine e bancarelle- avverte serio il rettore dell’omonimo santuario, don Pietro Emidio Commodaro- ma solo preghiere>>.

Domani 6 agosto alle 18, al santuario della Madonna del Ponte adagiato in una fresca vallata, si celebra dunque, la festa in onore della Vergine con la tradizionale processione, la santa messa e la benedizione delle auto. Il tutto preceduto da un triduo di preparazione con giornate dedicate a emigrati, sacerdoti e pellegrini. Il santuario mariano, che sorge vicino al ponte all’incrocio tra i due fiumi, Alessi e Ghetterello, fu costruito intorno all’anno 1000 come eremo bizantino. Qui, infatti, si rifugiarono i monaci basiliani provenienti dall’Oriente a seguito delle persecuzioni iconoclaste. Ma fu più tardi, nel 1724 che fu costruita la chiesetta dedicata al culto della Madonna del Ponte, dopo che l’anno prima, su un muro tra i rovi, come narra la leggenda, fu ritrovata da una donna indemoniata l’effigie della Madonna che allatta (Galaktotrephusa) tipica dell’iconografia bizantina. La giovane alla vista dell’immagine della Madonna guarì in modo prodigioso.

Ecco perché poi fu edificata la chiesa che è assurta a santuario il primo aprile del 1978 grazie a un decreto dell’allora arcivescovo di Catanzaro – Squillace, monsignore Armando Fares. Il santuario della Madonna del Ponte ha subito nel tempo, diversi restauri anche per l’interessamento di Don Domenico Cirillo, precedente rettore scomparso anni fa. Il santuario mariano è famoso, tra l’altro perché qui fece tappa il futuro Papa Giovanni XXIII nel luglio del 1920, quando era Nunzio apostolico,come ricorda la lapide in marmo all’entrata del sacro edificio. Altra festa che si celebra qui ogni anno è quella del primo maggio dedicata ai lavoratori.

Amalia Feroleto

 

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