Fiducia delle imprese al massimo storico

Il Movimento politico “Italia Plurale” auspica che dopo la crisi il Pil sia in forte ripresa

Una solida ripartenza del PIL sul 2021 per l’Italia ci fanno essere fiduciosi sulle aspettative future, a dispetto dei timori e delle perplessità che perdurano in ambito sanitario. L’indicatore mostra l’aspettativa in aumento tra le imprese italiane con un indice al massimo storico da quando sono incominciate le rilevazioni e più del doppio della previsione di soli tre mesi fa (a 70,6 da 30,2 di giugno).

L’élite economica, finanziaria e politica analizza, ormai da tempo, le sfide mondiali del futuro, sempre valutando sicurezza e crescita, che potranno scaturire dal panorama economico post Covid-19. Con il disagio determinato dalla pandemia il Pil mondiale, se pur ha rilevato la decrescita più produttiva dal dopoguerra (-3,2%), ha tuttavia in previsione una possente ottica di rilancio del 6% per il 2021 e del 4,9% del 2022, sono queste infatti le ipotesi che molti analisti fanno.

Per ciò che concerne l’Italia la previsione del Pil per il 2021 al 4,9% (1.648 miliardi di euro) e per il 2022 al 4,4% (1.721 miliardi di euro). Il Pil prodotto nel secondo trimestre 2021 ammonta a 413,6 miliardi di euro. In Italia si è segnalata anche una forte crescita dei consumi, principalmente nel secondo trimestre 2021, stimolata dall’acquisto di beni non alimentari (+4,4% rispetto al trimestre precedente): i beni alimentari non rivelano un incremento così elevato (+0,6% nel secondo trimestre 2021), ma nel 2020 erano diminuiti in volume molto minore. Annotata ulteriormente una contenuta risalita dell’export nazionale: infatti tra marzo e maggio 2021 l’export si è incrementato del 6,1% rispetto ai tre mesi antecedenti, sia calcolando l’export intra-Eu che quello extra-Eu (+6,1% per entrambi).

Il forte aumento dei prezzi delle materie prime è uno delle conseguenze del rilancio economico dopo la crisi causata dalla pandemia, da febbraio 2020 a luglio 2021 molte materie prime hanno segnalato un aumento che va dal +39,5% dello zinco al +144,2% del ferro. Tra gennaio e luglio 2021 il prezzo medio del petrolio è salito del 36,7%: non si ricordavano prezzi così alti da ottobre 2018.

Nello stesso lasso di tempo il prezzo del gas naturale, in Europa, è salito del 72,1% (negli Stati Uniti del 42,7%), ai massimi da maggio 2013, ed è per questo motivo che resta in agitazione la struttura logistica mondiale. Questo aumento è dovuto sia al celere aumento della domanda di prodotti finiti da parte dei consumatori e quindi all’incremento della domanda di materie prime e semilavorati, sia alle difficoltà logistiche.

In una tale ottica i crescita dell’economia, anche la presidente della BCE Christine Lagarde in un’intervista ha dichiarato che: “Stiamo emergendo dalla pandemia con le economie che sono state stabilizzate ed in ripresa.” Ed ancora ha sostenuto che: “Quando si guarda ai livelli di disoccupazione nelle economie avanzate la pandemia non ha lasciato molti danni. E se si vede il livello del Pil, torneremo a quello di prima della pandemia alla fine dell’anno.” Ribadendo che bisogna: “Andare avanti con le vaccinazioni per tutto il mondo e basta con il supporto massiccio, ma aiuti più mirati a quei settori che sono stati duramente colpiti.”

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” ritiene che la BCE non dovrebbe sottovalutare i “rischi di un’inflazione” in forte crescita, e dovrebbe piuttosto puntare ad una politica monetaria conciliante ed opportuna, la sola che può consentire sviluppo e crescita in questa fase.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” è del parere che le sfide mondiali del futuro debbano puntare ad una forte ripresa consentendo all’intera economia mondiale di realizzare quello sviluppo globale che permetterebbe una possente risalita tale da consentire un aumento del Pil globale.
Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale” è dell’avviso che, sempre considerando “fiducia e sviluppo”, che deriveranno dal contesto economico post Covid-19, al fine di evitare ogni difficoltà provocata dalla pandemia, il Pil mondiale dovrebbe rilevare una crescita più produttiva, permettendo così un forte incremento in un’ottica di rilancio non solo italiano, ma europeo, se non anche internazionale.