Fini e Montecarlo

 Fini è mio coetaneo, ma quando lo conobbi, nel 1978, lui era ragazzo e io membro del Comitato Centrale del MSI, autore di libri noti nell’ambiente e ascoltato e criticato opinionista. Poi donna Assunta e Almirante  crearono Fini segretario del Fronte; poi, mentre Almirante era di fatto fuori dalla vita attiva, eccolo segretario del Partito nel 1987. Dopo una parentesi infelice di Rauti – come non è vero che i filosofi devono governare! – tornò segretario in un MSI che, come tutti gli altri partiti della Prima repubblica, versava in cachessia. Vero, ma il crollo ignobile di DC e PSI e dintorni, e l’evidente complicità del PCI dai tempi di Berlinguer, salvarono il MSI da se stesso; e, nel 1993, un enorme successo alle amministrative di tutta l’Italia Centromeridionale, con messe di voti a Roma e Napoli, Lecce, Foggia, Benevento; Corigliano e Rossano, in Calabria. L’anno dopo, cinque milioni e mezzo di voti alle politiche, e il governo!

 Il 15 gennaio 1995, caso unico nella storia, questo partito stravincente non solo si sciolse in un’insalata indistinta detta Alleanza Nazionale; non solo assegnò cariche e posti e onori ai peggiori riciclati democristiani; non solo proclamò suoi intellettuali i più ciuchi ignoranti raccattati; ma rinnegò esplicitamente, nelle Tesi scritte in pessimo italiano da un certo Fisichella, le radici e i principi.

 Poi Fini andò in Israele e dichiarare che il fascismo fu “il male assoluto” (esagerato, in un mondo di massacri!); poi negò ogni cosa negabile; poi si fuse in un partito solo con i berlusconiani; poi ruppe la fusione… E intanto i voti si riducevano a quello della mamma. Per fare un esempio, l’attuale partito della Meloni viene dato al 5%; quando il MSI “fuori dell’arco costituzionale”, perseguitato e mai in tv eccetera non pigliava mai meno del 6, e qualche volta l’8; e in Calabria sbancava.

 Ora Fini torna alle cronache per uno scandalo dei “parenti” a Montecarlo.

 Tutto vero, tutta colpa di Fini? E no, ragazzi, non è tutta colpa di Fini. Dov’erano, il 15 gennaio 1995, i Gasparri, Storace, Larussa… e Alemanno, Parlato, Buontempo, Maceratini, cioè i miei, i nazionalpopolari e “rautiani”: vergogna mia? Tutti a Fiuggi, tutti a votare per la morte del MSI e la nascita dell’aborto AN. E dov’erano i camerati calabresi, che qui non nomino giusto perché è Natale e siamo tutti più buoni?

 Bastava avere il fegato di dire di no; come Silvio Vitale, che, combinazione, il giorno dopo aveva Consiglio regionale della Campania, e corse a dichiarare che restava nel MSI, e si giocò consapevolmente il posto; o il modesto sottoscritto che, se avesse solo fatto finta di non capire, un’entrata regionale non me la toglieva nessuno, un sottosegretariato, un posto alla RAI…

 A dire il vero, manco quelli che assassinarono il MSI hanno ottenuto niente; almeno Giuda, trenta denari! Loro rimasero quasi tutti senza soldi e senza onor.

 Ora nessuno dei “fiuggiaschi” pentiti si ricucia una verginità come le geishe giapponesi: nel 1995 fecero tutti i furbi, tutti Enrico IV dei poveri: “Parigi val bene una Messa”, disse quell’antico re; una sedia di deputato o consigliere, un posto fisso valgono bene il pubblico ripudio della battaglia di Alamein!

Ulderico Nisticò

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