Fondamentale riavviare l’economia

Il Movimento “Italia Plurale” auspica una ripartenza dell’economia tra il 2020 e il 2021

Sono più o meno 270 mila le imprese del commercio e dei servizi che mettono a rischio la chiusura definitiva se la situazione economica non dovesse ristabilirsi in fretta, con una riapertura totale ad ottobre, è questo l’incognita di chiusura delle imprese del terziario.

Questa è una valutazione preventiva che potrebbe essere anche più ingente perché, oltre alle conseguenze economiche scaturenti dal blocco delle attività, va tenuto presente anche il pericolo, molto verosimile, dell’azzeramento dei proventi a causa della scarsità della domanda e dell’ingente rilevanza delle spese fisse sui costi di esercizio totali che, per alcune imprese, arriva a rasentare il 54%. Un’incognita che grava anche sulle imprese dei settori non assoggettati al lockdown.

Su oltre 2,7 milioni di imprese del commercio al dettaglio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi quasi il 10% è, pertanto, legato ad un’eventuale chiusura definitiva. I settori più danneggiati sarebbero gli ambulanti, i negozi di abbigliamento, gli alberghi, i bar ed i ristoranti e le imprese legate alle attività di divertimento ed alla cura della persona. Mentre, in assoluto, i decrementi più considerevoli si riprodurrebbero tra le professioni (-49 mila attività) e la ristorazione (-45 mila imprese). Per quanto riguarda la portata aziendale, il settore più danneggiato sarebbe quello delle micro imprese – con 1 solo addetto e senza dipendenti – per le quali sarebbe sufficiente solo una riduzione del 10% dei ricavi per provocare la chiusura dell’attività.

I calcoli messi a punto includono un’eventualità di mortalità delle imprese superiore al normale per tener conto del peggioramento della situazione economica, degli esiti del blocco più o meno differito dell’attività, della maggiore esistenza di imprese individuali all’interno di ciascun ramo e del calo dei consumi delle famiglie.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale”, crede che rimettere in moto l’economia è basilare nella seconda parte del 2020 e del 2021, poiché l’Italia ha urgenza di produrre futuro, è fondamentale che il credito converga alle imprese e che vengano utilizzate criteri di valutazione e di supporto anche a fondo perduto e per consolidare il capitale.

Il Movimento politico, culturale e d’opinione “Italia Plurale”, ritiene opportuno che il sistema bancario deve favorire con forza questo processo, nell’immediato è indispensabile un impegno straordinario per favorire la liquidità delle imprese colpite dalla recessione e di conseguenza impiegare l’enorme liquidità messa a disposizione dall’euro – sistema a tassi eccezionali.