Fondi europei: ora, spenderli sul serio e non chiacchiere

EuropaOliverio ci annunzia che l’Europa ha approvato il piano della Calabria per spendere i fondi europei. Bene, se è così, bene. Bene, ma ora spenderli, se no siamo alle solite dal 1970 a oggi: annunzi roboanti, e, al rendiconto, restituzione dei denari!

 Chi dovrebbe spenderli? Risposta facile: l’apparato burocratico della Regione, dirigenti funzionari passacarte vari. Tocca a loro mettere in atto i piani, non tocca alla politica, che deve dare l’indirizzo; ma a scrivere i progetti, emanare i bandi, espletare le pratiche devono essere loro, sì, proprio loro, quegli esseri notoriamente inetti, e che per decenni hanno ampiamente dimostrato la loro incapacità: mi riferisco, ovviamente, al 99,9%, non a tutti. E così li frego, e manco mi possono querelare.

 Io, al posto di Oliverio, mi affiderei a ditte specializzate in fondi europei. Costano? Sempre meno che rimandare a Bruxelles i soldi.

 Il peggio è che i passacarte, e qui anche i politici e politicanti, dovrebbero avere in testa quello di cui dal 1970 a oggi si sono rivelati privi: delle idee. E qui non ci piove: se mai un’attività umana mancò a teste di intellettuali calabresi, quella è l’idea. Sono, al massimo, esecutori, però la mamma vietò loro di pensare, a scanso di essere criticati o attirarsi il malocchio.

 E allora? Se io fossi al posto di Oliverio, farei appello alla Calabria, all’Italia, al mondo intero. Comincerei mobilitando quei pesci in barile che sono, con rarissime eccezioni, i professori universitari e professori in genere. Ci sarà, alla fine, uno capace di stendere un piano per l’agricoltura, uno per il turismo, uno per i beni culturali…

 Direi: Venite a fornirmi delle furbate, delle intenzioni, degli espedienti per spendere i soldi… Venite voi, che i miei travetti sono incapaci.

 E invece sapete che mondo corre? Che se uno suggerisce idee, esse cadono nel più cupo vuoto torricelliano, a parte pacche sulle spalle e sorrisi.

 A cosa mi riferisco? Pazienza, amici, a momento opportuno ci facciamo due amare risate.

 E ora, Oliverio, vediamo di spenderli, questi fondi europei, e spenderli davvero, in soldoni, non in belle parole.

Ulderico Nisticò

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