Fora li palanchi …

 L’altra volta ho citato san Tommaso d’Aquino, oggi, più terra terra, ripeto il concetto con una vecchissima canzoncina operaia della Valle Padana: “Sciùr parùn da li belli brachi bianchi, fora li palanchi… ”, ovvero, Padrone elegante e ricco, pagaci di più.

 Ora qualche scemo del villaggio penserà che l’isolamento mi ha fatto diventare comunista; e invece è proprio il contrario, e chi lo dice è uno che non ha mai letto Marx. Il comunismo è la proprietà collettiva dei mezzi di produzione, non l’aumento del salario, che invece è una caratteristica dell’economia aziendale, quindi corporativa. Ovvero, se le cose vanno bene, vanno bene per tutta l’azienda; perciò il padrone paga meglio i dipendenti; i quali, a loro volta… comprano dall’azienda; o da altre, o altre cose.

 Quando i soldi girano, girano, in parti disuguali, per tutti. Quando non girano – ed è esattamente quello che spera Marx – prima il denaro si concentra in pochissime mani; poi anche i ricchissimi e pochissimi capitalisti non avranno a chi vendere, e crollerà, per implosione, il sistema.

 Prima di Marx lo capì Owen (1771 – 1858), industriale e pensatore, il quale (faccio un rapidissimo sunto) cominciò a pagare gli operai meglio dell’orrenda “legge bronzea dei salari”, cioè il minimo vitale; e vide che l’azienda migliorava, e gli operai erano più contenti. I colleghi di Owen, prima lo odiarono a sangue, poi capirono l’antifona, e si adeguarono. Così la Gran Bretagna evitò la profezia di Marx, cioè di essere destinata a primo Paese comunista del mondo… e ultimo la Russia! Questa sì che è una predizione: ahahahahahahahah.

 Dopo anni di Martedì di Carnevale spacciato per giustizia sociale e società di servizi, l’Europa Unita ha sposato la causa dei più ottusi monetaristi, i quali, volendo trasformare in oro tutto ciò che toccano, ci fecero fare la fine esattamente del re Mida, che, in mezzo a panini e soppressate d’oro, morì di fame.

 Ora è il momento di tirare fuori palanche, zecchini, ducati, fiorini, sesterzi, talenti, pecunia e ogni altra forma di pagamento, e stimolare ogni possibile attività, s’intende seria e lecita.

 Per esempio, se tutti gli stramaledettissimi responsabili del nulla semisecolare, ANAS in testa, mettessero mano alla Trasversale, sarebbe un bene in sé come tutte le strade della storia umana, ma sarebbe anche lavoro per tanti, i quali, ricevendo il giusto prezzo delle loro fatiche, andrebbero a comprarsi da mangiare eccetera.

 E siccome i 54 milioni ci sono, serve tirarli fuori. Come? Nominando un commissario con pienissimi poteri, a cominciare da quello di arrestare subito chi metta ostacoli burocratici, e spedirlo a zappare sotto il sole di agosto.

 Potrei portarvi migliaia di altri esempi del genere, ma il senso è uno solo: fuori i soldi! Per vedere come sono spesi, basta un revisore dei conti onesto. Ma se non sono stati spesi, il revisore lo dica subito al commissario, il quale provvederà a mandare i colpevoli a tirare l’aratro, s’intende al posto dei buoi.

 Vi ricorda qualcosa, la Regione Calabria? Ahahahahahahahahahahah!

Ulderico Nisticò