Forza Greta!

Cosa spinge giornalisti di professione e uomini di cultura – così come loro stessi si autodefiniscono – a scrivere articoli, di una immoralità disarmante, nei confronti della piccola attivista svedese, Greta Thunberg?
Cito un esempio, scritto dall’ormai fossilizzato Vittorio Feltri che condivide questo penoso twit: “Greta ha dichiarato festante: stiamo cambiando il mondo. Intanto a lei converrebbe cambiare almeno pettinatura.”

Strati e strati di terriccio e accumuli di idiozie amalgamate a subdoli interessi di “chissaquale” fede politica, nonché il dilagare di condivisioni del proprio pensiero, idee, concezioni del mondo, frustrazioni (?) senza un substrato forte di conoscenza, di aggiornamento, di cultura, nel senso più spicciolo del termine…danno modo a personaggi di questo tipo (l’atavico Feltri, ma anche tanti altri) e ad uno stuolo di seguaci invasati, di ricorrere a mezzi così infimi per denigrare chi anela ad un cambiamento e ce la sta facendo.

Non basterà scavare fra i detriti dell’ignoranza, dello sterile sfoggio di sintassi accattivanti che sempre più riportano ad un autocompiacimento narcisistico dell’Io di chi scrive, non basterà scavare, dicevo… perché ciò che sembrava fossilizzato, si è disintegrato, riportando l’essere umano, in questo caso specifico parlo di Italiani (sigh!), ad un arretramento sociale, culturale, “umano” (purtroppo) primigenio…

Bisognerebbe scegliere che tipo di messaggio trasmettere perché il Web è ormai alla portata di tutti e chi non ha la capacità critica di saper scindere tra il sarcasmo e la sleale invettiva, chi si affida alle parole di qualcuno solo perché è portavoce di realtà mediatiche storiche (e per storiche, qui mi riferisco allo scorrere degli anni), è facilmente preda di quel pensiero fagocitante che rende inaccessibile lo spazio alla creazione di una propria cultura critica. Basta il sentito dire, la fede nella propria alfabetizzazione e la libertà di accesso alla Rete per condividere qualsiasi tipo di pensiero, perché il confine tra bene e male, tra buono e cattivo, giusto e sbagliato, è tremendamente flebile.

Mi rivolgo a giornalisti come il sopracitato Feltri, a tutti coloro che si spacciano per acculturati e poi scrivono rivoltanti sermoni, frasi ad effetto (“Vieni avanti, Gretina”, una su tutte) ed esilaranti congetture che mettono in risalto esclusivamente la pochezza, non solo di contenuti, ma anche di moralità ed etica.

Fate spazio ai giovani, come Greta, come Bernard Dika, come tanti altri che alle vostre parole stolte ed inutili, rispondono con l’azione.
Giunge l’ora per voi di concedervi un meritato riposo; i tempi sono cambiati, le vostre patetiche illazioni non fanno più colpo sulle masse, perché i giovani di oggi sono proiettati al futuro, il loro, quando voi sarete sepolti ancora più in basso fra le ceneri dell’ignoranza. La vostra.

In fede,
Olga Maletta

 

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