Franco Corbelli non sa quello che dice

corbelliQuesto Franco Corbelli “leader” senza iscritti di un sedicente Movimento Diritti Civili, dice di sostenere “la giusta sacrosanta protesta dei docenti del mondo della scuola”, ma non spiega una virgola della riforma, limitandosi, come le impotenti comari di De Andrè, all’invettiva: “ingiusta, sbagliata e scellerata”, senza suggerirci il perché. La sola vaga allusione alla riforma costui la piglia da qualche articoletto di giornale di provincia: “i presidi-sceriffo, che riportano la scuola indietro di oltre un secolo, al periodo fascista, alla figura del Potestà”. Ignorante di storia, egli ignora che il podestà (e non Potestà) era, tra il 1926 e il 1943, il capo del Comune, nominato dal prefetto e personalmente responsabile dei suoi atti, nonché controllato da vicino dai Carabinieri; ma nulla aveva a che vedere con la scuola. La scuola, regolata dalla Riforma Gentile del 1923 e dalla Riforma Bottai del 1939 (appena guastata da Misasi nel 1974, ma non nella sostanza, grazie a Dio), e ancora il secolo deve passare, era ed è retta dal preside, oggi chiamato dirigente scolastico, nominato dal Provveditorato. Corbelli sta nella scuola “da 30 anni” dice lui, e non sa manco questo.
Sarei poi curioso di sapere com’è che questo Corbelli vorrebbe tenere a forza nella provincia di residenza gli assunti in ruolo, se i posti di lavoro non ci sono per mancanza di allievi; e magari altrove non ci sono insegnanti. Non sono “diritti elementari” i posti sotto casa, ma il solito assistenzialismo!
La riforma Renzi può essere accolta come criticata, e ciò in tutto o in parte, a somiglianza di ogni attività umana: ma con argomenti, con precise indicazioni, con riferimenti ad articoli e commi, non con citazioni di “sceriffi” e altre americanate da comizietto rionale.
Il Corbelli annunzia che non sarà presente alla manifestazione dei professori, senza farci sapere se qualcuno lo ha invitato; quanto ai manifestanti, spero siano lieti di non dover tollerare, tra le loro affermazioni, simili sproloqui, che discreditano ogni seria opposizione.

Ulderico Nisticò

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