#FridayForFuture – L’hashtag che sta invadendo il mondo

Venerdì 27 settembre 2019, terzo sciopero globale per l’ambiente, una delle più grandi manifestazioni per il clima.
Il cambiamento climatico è un problema che ci tocca da vicino. Si deve fare il possibile perché la terra non venga definitivamente danneggiata.
Responsabile di tale cambiamento è il surriscaldamento globale. I ghiacciai, formati da acqua dolce, si stanno sciogliendo. L’aumento della temperatura è destinato a continuare nel periodo 2031-2050; questo porterà ad un ulteriore acidificazione negli oceani, a un declino dell’ossigeno, ad una diminuzione nella biomassa globale degli animali marini e al mescolamento dell’acqua dolce con la salata.

La CGIL ha aderito allo sciopero incitando i lavoratori a sostenere gli studenti per dare loro un futuro migliore.
Dopo il 15 marzo e il 20 maggio quello di oggi è il terzo “Global strike for future”. Con questo sciopero si vuole rompere quel silenzio che si è formato ed essere tutti uniti per fronteggiare una situazione che è già di emergenza.

Anche Papa Francesco ha trattato questo argomento molto delicato: “Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Potremmo lasciare alle prossime generazioni troppe macerie, deserti e sporcizia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta”.

La creatrice dell’hashtag è Greta Thunberg , una ragazza svedese di 16 anni. Consapevole del rischio che il mondo corre, ha deciso di protestare proprio davanti al Parlamento svedese; i primi giorni è rimasta da sola ma, a poco a poco, sempre più persone hanno iniziato a sostenerla. Dovendo andare a scuola Greta poteva protestare soltanto il venerdì, ecco perché proprio “FridayForFuture”.

La posizione di Greta, condivisibile o no, ha fatto riflettere, tanto che molte persone hanno provato ad adottare dei limiti di consumo: spostarsi in bici piuttosto che prendere la macchina, evitare di lasciare il cellulare in carica per diverso tempo oltre il necessario, non usare bottiglie di plastica ma comprare bottiglie di silicone riciclabile, non usare le buste di plastica oppure prodotti monouso.
Ognuno deve fare la propria parte ma ci deve credere veramente.

Valeria Comis e Antonella Ranieri