Gaudio e consorte chiedano scusa ai calabresi e Speranza si dimetta


La pezza dell’ex Magnifico Rettore della Sapienza è peggio del buco… 

Il Premier Conte, il Ministro Speranza e il Professor Gaudio chiedano scusa alla città di Catanzaro e alla Calabria intera per lo spettacolo indecoroso che stanno riservando alla nostra regione. Se fosse una barzelletta si potrebbe dire che siamo di fronte a uno smemorato (Cotticelli), un pomicione (Zuccatelli) e un mammone (Gaudio) che giocano a fare i commissari alla sanità. Il primo come pezza a colori per non aver realizzato un piano Covid tira fuori la scusa che ha avuto un malore o ancora peggio che è stato drogato, il secondo in piena pandemia (precisamente in data 27 maggio) ci racconta che per difendersi dal Covid non servono le mascherine ma bisognerebbe pomiciare lingua e lingua per un quarto d’ora, l’ultimo, decisamente il più esilarante tanto da ricordare un personaggio di un film di Alberto Sordi, dopo essersi fatto nominare afferma che la moglie non vuole trasferirsi a Catanzaro.

Insomma una vera e propria barzelletta che dimostra in che mani siamo in Italia. Se questi sono i “cervelloni” italici, siamo proprio rovinati. Decisamente infima è stata la scusa dell’ex rettore della Sapienza, il cosentino Gaudio, che per divincolarsi dalle incalzanti critiche che gli sono piovute addosso dopo la sua nomina, in quanto indagato per un concorso universitario truccato a Catania, tira in ballo sua moglie. La signora Ida Cavalcanti (anch’ella cosentina doc), che a Roma è la rappresentate legale di un laboratorio diagnostico che in questo periodo di Covid si occupa, tra le altre cose, all’esecuzione dei test sierologici mediante prelievo venoso, sarà certamente impegnatissima con i tamponi del Sars-Cov2 e forse per questo ha deciso di far cambiare idea al marito ma avrebbe dovuto trovare un’altra scusa. Immaginiamo che Eugenio Gaudio, come tanti altri cosentini che lavorano a Catanzaro, avrebbe potuto riaprire la sua casa di Cosenza e viaggiare ogni giorno per assolvere al suo lauto (9 mila euro al mese di stipendio) impegno.

Per scendere da Cosenza verso il Capoluogo ci voglio tre quarti d’ora, a Roma, a volte, per muoversi ci si impiega più tempo. Tra l’altro Gaudio avrebbe avuto quasi certamente una lussuosa auto di servizio con tanto di autista e la signora Ida Cavalcanti a Cosenza si sarebbe potuta dedicare allo shopping su corso Mazzini e alla festosa movida cosentina. Tanto i figli dei signori Gaudio sono grandi e sistemati (leggi dottorato di ricerca e lo strano caso del bianchetto…), quindi nessuna scusa (nemmeno quella di trasferirsi a Catanzaro) poteva essere trovata dall’ex Magnifico Rettore della Sapienza e dalla sua impegnatissima consorte.

E poiché noi catanzaresi siamo gente civile, onesta e rispettosa ci accontentiamo delle scuse, ovviamente pubbliche e a mezzo stampa, della esilarante coppia Gaudio e magari delle dimissioni dell’incapace Ministro Speranza. I catanzaresi e i calabresi certamente gradiranno.

Eugenio Riccio – Consigliere Comunale di Catanzaro