Gioco online, è caos sulle concessioni: cosa può succedere?

Per il mondo del gioco d’azzardo, fisico ed online, sono tempi di grossa incertezza. Per la filiera web, in maniera particolare, le sorti sono appese ad un filo. Che risponde al nome di concessioni “comunitarie”. Di queste, la prima andrà in scadenza nel prossimo mese di ottobre.

E stando alle ultime, indiscrezioni raccolte da Slots Gratis Online, non vi sarebbe in programma alcun tipo di intervento da parte del regolatore centrale. Nonostante i concessionari abbiano più volte chiesto chiarimenti all’Ufficio che fa capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non vi è stata risposta e in bilico sono finite oltre trenta concessioni. 

Ad oggi nessuno sa se si potrà continuare ad operare regolarmente, nemmeno tramite proroga, come avviene nel gioco terrestre. Ed il rischio di scomparire del tutto è ormai sempre più concreto. La prima scadenza, come anticipato, ci sarà ad ottobre e ne seguiranno altre fino a maggio 2021. Le concessioni comunitarie di questo passo vanno verso l’estinzione, mettendo a serio rischio il gioco online.

I complottisti, che come in ogni settore popolano anche quello del gioco, parlano di piano già programmato per la riduzione dell’offerta da gioco online, un piano volto a ridurre l’offerta, sempre più ampia, dei casinò online. Molti però non hanno considerato pericoli più grandi.

Su tutti quello del canale illegale, a cui si rischia di lasciare in mano non solo un intero settore ma la sicurezza e la tutela di milioni e milioni di giocatori. Intanto il settore vive concitati momenti di caos: lo scenario sopradescritto aprirebbe la strada ad altri problemi per le piattaforme di gioco.

Lo spegnimento delle “comunitarie” creerebbe, da par suo, un ulteriore buco nel settore del gioco online, che porterebbe alla perdita di impiego, posti di lavoro ed entrate erariali che per lo Stato rappresentano autentica manna dal cielo. Qualche tempo fa si era parlato di proroghe delle licenze, da inserire nel Decreto Rilancio di fino al prossimo mese di dicembre, così da permettere un allineamento di tutte le licenze.

Questa ipotesi, valida, è stata messa da parte, non considerando che avrebbe potuto essere il punto di svolta. Ora, con l’assenza della proroga, si aprono le porte del ricorso al Tar per tutti quei concessionari a cui l’ADM comunicherà la cessione della licenza. Un calderone che rischia di vedere depennati anche alcuni dei colossi del gaming italiano.

Le questioni comunque non sono finite qui: in scadenza anche le licenze del 2022. Su un totale di 66 nuove concessioni solo poche ne sono state attivate, per via di un clima di grossa sfiducia attorno al settore. Da questa fase di stallo potrebbe insorgere la necessità di un “travaso”. Cosa si intende?

Operatori con la comunitaria scaduta potrebbero scegliere di acquistare nuove licenze da aziende non ancora convinte di lanciarsi sul mercato italiano. Ed ancora, per chiudere: la deadline è fissata al primo gennaio 2023, quando sul mercato dovrebbero essere presenti ben 40 concessioni di gioco online come previsto dalla Legge di Bilancio. Condizionale necessario, visto che la base d’asta per le licenze parte da 2,5 milioni di euro.