Giornalista ucciso in Slovacchia, una delle piste potrebbe portare in Calabria

Una delle piste investigative per la morte del giornalista slovacco Jan Kuciak potrebbe portare a Bova Marina, in provincia di Reggio Calabria, da dove, secondo la stampa slovacca, diversi elementi legati alla ndrangheta partirono anni fa alla volta dell’est d’Europa e finirono per avere collegamenti cruciali nella politica e nelle istituzioni di Bratislava. Il quadro di questo intreccio e’ fatto da uno dei giornali piu’ importanti della Repubblica slovacca, lo ‘spectator.sme’, che insieme a ‘aktuality.sk’ (il giornale per cui scriveva il reporter ucciso), riprende il filone sul quale Kuciak lavorava, ovvero il legame tra Antonio Vadala’, imprenditore nel settore del fotovoltaico, Maria Troskova, primo consigliere di Stato del premier Robert Fico.

“Tutto comincia nel 2011, quando, scrivono lo Sme e ‘aktuality.sk’, la bella Maria Troskova incontra Antonio Vadala’, che con lui fonda un’azienda impegnata a far profitti nel settore del fotovoltaico. Jan, ha scritto su Politico Tom Nicholson, che con Kuciak aveva lavorato, “fece progressi importanti su una storia che aveva a che fare con il trasferimento illegale di fondi strutturali europei a italiani residenti in Slovacchia, i cui legami con la ‘Ndrangheta erano provati” e il cui capo “esortava a votare per lo Smer”, il partito di governo in Slovacchia. “Il nome di Vadala’ – scrive lo Sme – compare nel registro commerciale legato a 32 aziende, dieci delle quali operano nel fotovoltaico. Un uomo con lo stesso cognome e la stessa data di nascita compare in un mandato di cattura della polizia italiana, e nell’ordinanza di un tribunale si afferma che la ‘ndrangheta collaborava con Vadala’ nel trasporto merci”.

Maria Troskova lascia l’azienda fondata con Vadala’ nel giugno del 2012; Vadala’ la lascia nel 2015, e l’azienda passa nelle mani di Pietro Catroppa, che nel 2016 diventera’ titolare della Prodest insieme con Viliam Jasan, ex parlamentare dello Smer e oggi del Consiglio per la sicurezza dello Stato nel governo guidato da Fico. La Prodest e’ stata monitorata dai servizi segreti slovacchi lo scorso anno per ordine del tribunale di Bratislava, ma il motivo per cui cio’ e’ stato fatto e’ indicato come classificato nel documento giudiziario. E’ con Jasan che Troskova entra nel mondo della politica, come sua assistente. Jasan non ha mai spiegato perche’ la prese nello staff. “Me la raccomandarono un mio ex assistente e un amico”, si limito’ a spiegare Jasan, che secondo il quotidiano ‘Plus Jeden Den’, e’ legato a Vadala’. Neanche Robert Fico ha mai spiegato perche’ prese come sua consigliere Maria Troskova.

Intanto, la Slovacchia e ‘ scossa per il primo omicidio di un giornalista nella storia della Repubblica, e, sebbene Fico abbia messo una taglia di un milione di euro per chi abbia qualche informazione utile a trovare chi ha ucciso Kuciak e di “proteggere la liberta’ di stampa”, i giornali gli chiedono di prestare maggiore attenzione a chi ha nominato come stretta collaboratrice. “La criminalita’ organizzata slovacca – ha scritto ancora Nicholson – non ha mai ucciso giornalisti, laddove le bande mafiose italiane non si sono mai fatte scrupoli in questo senso”.

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