Giovani uniti per un mondo più vivibile

Un’intera settimana di manifestazioni contro il riscaldamento globale. Il loro culmine è stato designato per la giornata del 27 settembre 2019. E’ già il terzo sciopero globale per il clima (gli altri due si sono tenuti il 15 marzo e il 24 maggio di quest’anno) organizzato dal movimento “Fridays for future”. I manifestanti chiedono ai governi più attenzione nei confronti del nostro pianeta, cercando di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone su questo tema.

Questo perché si pensa sempre di più al profitto, e non alle risorse consumate per ottenerlo: negli ultimi anni la deforestazione ha subito un importante incremento, anche a causa dei violenti incendi che hanno colpito principalmente l’Amazzonia, l’Africa, la Siberia e l’Indonesia, spesso nell’omertà e nel silenzio e con la complicità di alcuni governi allineati con gli interessi delle compagnie private, che sfruttano i territori disboscati.

Le varie fabbriche, centrali e autoveicoli immettono nell’aria sostanze nocive che, oltre ad essere direttamente dannose per gli esseri viventi, assottigliano sempre di più la barriera dell’ozono. Per non parlare dell’inquinamento ambientale, dovuto a persone incivili e immorali che riversano nell’ambiente i propri rifiuti, mettendo a rischio la flora e la fauna di tutto il mondo. Questo tipo di inquinamento risale principalmente a industrie, le quali non smaltiscono correttamente gli scarti delle loro produzioni (spesso si tratta di procedimenti lunghi, complessi e sopratutto costosi), ma preferiscono abbandonarli in discariche abusive, inquinando il sottosuolo e le falde acquifere, causando disagi e malattie. L’iniziativa è nata come reazione a questi gravi problemi, purtroppo, sovente, sottovalutati.

Queste proteste pacifiche sono scaturite dall’iniziativa di Greta Thunberg, una ragazza svedese di sedici anni che, un anno fa, ha scelto di presentarsi ogni venerdì davanti al Parlamento del suo paese. La sua fermezza e il suo coraggio hanno moltiplicato le adesioni. In pochissimo tempo è riuscita a coinvolgere sempre più città e cittadini (basti pensare che già durante la seconda giornata si sono mobilitate più di 1664 città a livello mondiale). Ma quelli più infervorati e decisi a protestare sono altri ragazzi come lei, piccoli soldati senz’armi che si battono per un futuro migliore. E l’Italia non è rimasta indifferente: qui il Ministro dell’Istruzione ha invitato i dirigenti scolastici a giustificare le assenze degli studenti che aderiscono all’iniziativa.

Le tante persone che hanno partecipato si sono prodigate in marce, nell’utilizzo delle biciclette e ogni altro tipo di manifestazione non violenta per farsi sentire e per riuscire a smuovere i governi.. Perché alla fine basterebbe ricordare che ogni azione che commettiamo si ripercuoterà sul nostro futuro, e che ci sarebbe bisogno solo di piccoli accorgimenti ed un impegno minimo per evitare il peggio e salvaguardare il pianeta che ci ospita da migliaia di anni, che chiede in cambio solo un po’ di rispetto.

Livia Cornelia Chiefari
Giuseppe Valenti