Giovanni Aiello morto d’infarto, letale un problema cardiaco

Decesso per malore cardiaco. È questo il risultato della perizia fatta sul corpo di Giovanni Aiello, l’ex agente della squadra mobile di Palermo ritenuto vicino ai “Servizi” e indicato da alcuni collaboratori di giustizia con l’epiteto “Faccia da mostro”, morto il 21 agosto scorso sulla spiaggia di Montauro.
Il tecnico parla dunque di una morte per cause naturali, risultato che darà la possibilità ai famigliari di poter tornare in possesso della salma, che verrà cremata nei prossimi giorni.

La Procura di Catanzaro aveva disposto anche un esame tossicologico e le analisi, confluite in una relazione consegnata in questi giorni al Pm titolare del fascicolo, hanno dato esito negativo confermando il decesso per il malore cardiaco, anche se “faccia di mostro” sembra non aver pace.
Proprio ieri, infatti, in occasione del processo scaturito dall’inchiesta della Dda denominata ‘Ndrangheta Stragist, il collaboratore di giustizia Consolato Villani, ha detto di avere incontrato in una occasione l’ex poliziotto della mobile, Aiello, incontro secondo Villani sarebbe avvenuto a Reggio Calabria.

Il collaboratore, rispondendo alle domande del pm, ha inoltre affermato di “avere brindato con Giuseppe Calabrò dopo l’uccisione dei carabinieri Fava e Garofalo a Scilla nel 1994”.
Graviano e Filippone rispondono come mandanti del duplice omicidio, avvenuto in un contesto di attacco generalizzato contro lo Stato.
Il collaboratore di giustizia ha sostenuto di avere chiamato i carabinieri da una cabina telefonica della zona sud di Reggio Calabria per rivendicare l’agguato mortale per conto di una fantomatica organizzazione terroristica, la “falange armata”.

Il processo in questione è scaturito dall’indagine che vede alla sbarra il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone, capobastone di Melicucco, nella piana di Gioia Tauro, “uomo” di fiducia dei Piromalli.

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