Giunta regionale, e Attrattori culturali

Sono inevitabili delle riflessioni politiche. Forza Italia ha stravinto, con presidente, vicepresidente e un assessore; Fratelli d’Italia, due.

La Lega ha commesso il più grave degli errori politici: avere il potere e non saperlo gestire e mantenere. Per quasi un anno, Spirlì è stato di fatto presidente, anzi con più spazio di altri, e non ha fatto quasi nulla di notevole, e con lui gli assessori; ed è rimasto convinto che la vicepresidenza gliel’abbia lasciata in eredità il nonno, senza manco provare a candidarsi. Per esempio, ha fatto qualcosa di soldi per il Gagini? No? Ah ecco, lo sapevo.

Dopo il disastro di Invernizzi e amiconi, tale Saccomanno, è stato più muto di una giraffa; mentre le realtà locali sono uscite sui giornali solo per dimissioni ed espulsioni. A Soverato, nessuno della Lega si è accorto che era in atto una campagna elettorale. Conclusione: chi è causa del suo mal…

Rosario Varì, di FI, è assessore, tra l’altro, agli Attrattori culturali. Se ho capito bene, sarebbe quello che una volta si chiamava assessore alla Cultura. Ebbene, nella grama e pallida cronaca della Regione Calabria dal 1970 in poi, l’Assessorato alla Cultura è stato sempre ammollato a figure decorative e inutili, e con il solo compito di distribuire qualche migliaio di euro a testa alle sagre della pasta asciutta spacciate per tradizione.
La Calabria invece avrebbe “Attrattori” senza fine, se i Calabresi li conoscessero. Ed è un’attività, questa di conoscere la Calabria, pochissimo praticata.

E dico pochissimo e niente praticata dagli intellettuali con sei lauree, bravini nel loro mestiere, e in tutto il resto ignoranti come suole di vecchie scarpe, però abilissimi nel piagnisteo retribuito e predicozzi segue cena.

Secondo me, è da lì che si deve cominciare, dal divieto di lacrimatoio. Come si fa a vietarlo? Con lo sberleffo. Passando poi a mostrare la Calabria vera, non quella dei temini in classe: Calabria antichissima (e non solo Magna Grecia, del resto in bocca ai più ridotta a Pitagora, e tutto il resto, boh!); Calabria affascinante e selvatica; Calabria contradditoria… Calabria com’è, senza tentativi di buonismo infantile e base di mandarini! Pensate a un film calabrese, scritto e girato da chi ci sa fare sul serio.

E se attrattore ha un senso letterale, Calabria capace di attrarre con il turismo culturale, ad oggi gravemente sottoutilizzato. La cultura, se ben gestita, attrae anche lavoro e denaro.
Auguri alla Giunta, comunque, e aspettiamo da tutti buoni risultati.

Ulderico Nisticò