Giustizia ipotetica

 Non ho nessunissima simpatia per Lucano, tutt’altro; e tanto meno per le sue ubbie immigrazioniste eccetera. E ribadisco che con quanto si è speso per giocare al modello Riace, si manteneva in Africa un’intera tribù a lavorare. Lavorare, non fare i ricamini a spese mie.

 Né intendo far passare il principio che se uno è buonista può fare il suo comodo, in nome di una presunta politicizzata umanità eccetera; incluso nell’eccetera una specie di cristianesimo ateo e vaticanizzato, e del tutto privo di metafisica.

 Buonista, del resto, non è affatto sinonimo di buono: è solo un atteggiamento ideologico, fatto di parole. Quanto agli utopisti in genere, niente fa più danno di quando i loro sogni si realizzano: vedi comunismo.

 E, ancora a proposito di clandestini, mi si consenta ricordare i vari don Scordio e complici, eccetera, condannati per roba che ha a che vedere con la cosiddetta immigrazione.

 Ciò premesso, ed evitato ogni equivoco sul caso Lucano, ma siccome io non sono giustizialista ma giusto (con tutti gli umani limiti, ovvio), mi piacerebbe leggere la sentenza, per capire come mai l’accusa ha chiesto sette anni, e il giudice gliene ha appioppati il doppio. Avverto però di una cosa che tutti, lui per primo, trascurano: Lucano non viene condannato a 13 anni per un solo reato; si tratta di una somma di vari reati, di una “pena complessiva”: parole del giudice. Faccia ricorso, Lucano, se lo ritiene.

 Però, ragazzi, Omar e la fanciulla non mi ricordo come, che hanno ucciso i genitori della verginella, sono usciti dopo un pochino, e passeggiano.

 Il tunisino assassino, di nuovo assassinante, era libero di accoltellare.

 Il marocchino che ha ucciso otto ciclisti è stato lasciato ammazzarne un altro.

 Gli spacciatori nigeriani e indigeni, spacciano sotto gli occhi di tutti.

 Il “rave party” di Viterbo, illegalissimo, si è svolto mentre la Lamorgese dormiva il sonno di Aligi.

 Nessuno è in galera per il Ponte Morandi.

 La faccenda della funivia si è ridotta alla telenovela del bambino sette volte al giorno, e in galera, nessuno.

 Per la stessa identica situazione, Salvini viene assolto con ogni onore a Catania e rischia 15 anni (due più di Lucano!) a Palermo. Sai le risate, se beccano Conte e di Di Maio, come pare?

 Carola, per aver speronato una nave della Guardia di Finanza, poco manca non venga insignita della cittadinanza onoraria.

 Leggiamo ogni giorno di incidenti sul lavoro e incidenti stradali, anche con morti: non leggiamo mai il nome di un colpevole.

 Ogni tanto qualche giudice si scorda di depositare la sentenza, e il mafioso esce!

 Il CSM, notoriamente inficiato di notitiae criminis a valanghe, continua a tenere le terga sulle sedie.

 Eccetera.

 Insomma, siamo di fronte ad un sistema giudiziario ballerino, ipotetico, eventuale, casuale, soggettivo, ideologizzato… il che è molto peggio che corrotto. Io per lo stesso caso posso trovare un giudice di manica larghissima che mi assolva con un sorriso, o un giudice taleb che m’impicca alla gru; e ciò con la stessa probabilità di chi si gioca il terno al lotto.

 Peggio del peggio, dopo ogni caso dubbio, per Salvini o Lucano o Carola, si scatenano le opposte tifoserie; e se un giudice non giudica come pare a Pinco o a Pallino, ecco subito le accuse… ma che accuse, la certezza che è un giudice venduto e mafioso. Il che, implicitamente, denota scarsissima fiducia nella magistratura, anche se a turno.

 Urge una riforma nel senso di raspare il barile e ricominciare da zero. Urge cancellare un gran mucchio di leggi scritte male; e ben 35.000 fattispecie di reato. Urge che a controllare i giudici non siano altri giudici; e soprattutto a controllare se lavorano.

Ora volete vedere che mi arriva un avv… ma no, che avete capito, volevo dire un avvenire roseo, un fiore, un libro in regalo…

Ulderico Nisticò