Giustizia, tre secoli fa le intuizioni di Filangieri: a Catanzaro la presentazione del libro di Michele Drosi


Nella sala convegni della Biblioteca “De Nobili”, a Catanzaro, si è svolta la presentazione del libro “Gaetano Filangieri, Riformista e Garantista” di Michele Drosi. L’incontro coordinato dal giornalista Raffaele Nisticò, che ha definito Filangieri un esponente illuminato dell’intellettualità napoletana della seconda metà del 1700, ha registrato la partecipazione di un numeroso e qualificato pubblico che ha seguito con grande interesse i vari interventi che si sono succeduti.

A incominciare da quello della vice sindaco della città, Giusy Iemma, che nel portare i saluti ha sottolineato la grande attualità del filosofo e giurista napoletano su molti aspetti che sono materia viva del dibattito politico-culturale in atto nel Paese.

Successivamente ha preso la parola Teresa Chiodo, Presidente del Tribunale dei Minori di Catanzaro, che ha messo in evidenza come Gaetano Filangieri già tre secoli fa si poneva il problema di riformare il processo penale, era attento alle storture del processo inquisitorio, era favorevole al processo accusatorio dove giudici diversi si occupavano dell’istruttoria e della decisione e propugnava la parità tra accusa e difesa, auspicando quindi proprio quella separazione delle carriere al centro del quesito referendario sottoposto agli elettori nei mesi scorsi.

Dopo le riflessioni di Aldo Casalinuovo e di Fernando Rocca, l’autore del libro, Michele Drosi, ha concluso l’incontro richiamando la profondità delle intuizioni di Gaetano Filangieri per la lucidità delle analisi e delle soluzioni prospettate sulle fonti del diritto, sui limiti dell’esercizio della funzione giurisdizionale, sull’organizzazione amministrativa, sulla libertà di stampa, sulle risorse per l’istruzione pubblica.

Tutte questioni trattate ampiamente nella sua fondamentale opera “La Scienza della Legislazione” e tuttora di grande attualità sulle quali le leadership attuali dovrebbero concentrarsi per orientare l’arte del buon governo.

Filangieri – ha concluso Drosi – nella sua breve vita si ispirò sempre a principi, valori e ideali come l’uguaglianza, la fratellanza, la libertà, la giustizia per delineare un modello per una società migliore dove l’uomo e il cittadino potessero ritrovare la speranza della felicità.