Gli ultimi e non beati

 Siamo ultimi d’Italia per vaccini. Attenzione, aprilati: non ultimi per arrivo di vaccini in quanto qualche Cavour ce l’ha con noi, ma ultimi per vaccinazione di vaccini arrivati; quindi la colpa è della Calabria e dei Calabresi, con speciale riguardo all’organizzazione sanitaria. Se fossi io il commissario invece del pacioso Longo, farei un’ispezione all’improvviso in un qualsiasi centro, e, trovando il difetto, subito e salato multerei tutti, medici e infermieri e uscieri; poi quelli fanno ricorso al TAR e il TAR, ovvio, gli dà ragione; ma intanto si devono pagare l’avvocato e litigare con la moglie inviperita.

 Eppure i medici sono laureati in medicina, e gli infermieri… quindi non è un problema di istruzione, è un problema morale; non è mancanza di nozioni, è mancanza di… beh, diciamo di fegato. Il medico che è amico dell’infermiere non gli dà ordini, l’infermiere esegue con calma tanto il medico non controlla…

 E così per tutto il resto di una Calabria che non va. I passacarte della Regione sono tutti laureati e diplomati, e tutti in buona salute; e tutti vanno a Germaneto; e lì tutti non fanno un bel niente, o, se fanno, è con calma. Tanto l’assessore non controlla, è un amico… la sera, dopo la riunione riservata, c’è la cena sociale…

 La Calabria riceve per il 2014-20 dall’Europa 2,220 miliardi; ne impegna, cioè chiacchiere, il 61%, ne spende, cioè fatti, il 31, un miserabile 31%. Ciò avviene sotto Oliverio e Viscomi; ma è uguale a quando Chiaravalloti giocava con i progetti sponda.

 Politicanti e passacarte sono incapaci di idee e di progetti, e figuratevi di scriverli e tradurli in lingua straniera; e nemmeno chiedono aiuto, perché se lo facessero ammetterebbero la loro incapacità umana.

 Eppure, l’Italia è piena di calabresi che lavorano bene – nessuno emerge più di tanto, ma sono medici e professori e avvocati… Come mai, altrove sì e in Calabria no? Perché altrove non hanno l’amico e il compare e il vicino e la mamma a suggerire di non firmare niente a scanso di guai.

 Dunque la Calabria è un sistema marcio, non una somma di casi personali. Bisogna agire sul sistema per frantumarlo. Come? Ma come faccio io: fregandomene se quello è amico, è paesano, è socio di qualcosa, e lodando e picchiando secondo i meriti e demeriti.

Ulderico Nisticò