Good morning, friends, I’ am a past professor of classical literatures and I live in Soveratotown. I ave exit open Longsea with dogs Wind, Antony and Judy, woh ave maked woh I say not, but I ave loked in refuse, because I am a legal man. I will, in sit with computer, compose a book of history of Two Sicilies Kingdom, but non repeate Aprile’s immaginations. I am a historien and not a buffalos cowboy.
Ora qualcuno starà pensando che io sia impazzito. Macchè, sono serissimo, solo che rispettosamente mi adeguo alle tendenze socioculturali della mia città di Soverato e dei suoi giornalisti e mezzi di comunicazione, i quali fanno uso quasi esclusivo di una lingua in cui c’è una “Summer Arena” (secondo me, Horse field); e una “Street food”; e si svolgerà un “Summer Carnival”, con location al Quarz, e cui, credo, parteciperanno anche i “Salesians of don Bosco”: vi giuro che ho letto proprio così, non è manco una mia perversa fantasia: se l’avessi inventato, avrei scritto don John Bush, no? Scusate se, da uno che studiò a scuola (scusate, school) il francese, non so tradurre manco maccheronico “Ampio parcheggio di catrame ex Villa comunale con alberi”.
Io, preso atto della tendenza suddetta, ho deciso di abbandonare latino e greco, e figuratevi l’italiano e il dialetto, e adottare come mia unica lingua quella ufficiale della città.
Ma, interverrà qualcuno, quel capoverso di sopra è zeppo di errori ortografici e grammaticali e sintattici; è fasullo. Ma perché, voi credete seriamente che la soveratese lingua che corre sia davvero l’inglese?
A proposito, ora che la Gran Bretagna esce da questa sballata Europa, ci toccherà parlare una lingua non solo straniera ma pure extracomunitaria? E faremo come gli avvocati che, a forza di vedere Perry Mason, chiamano il giudice Vostro Onore.
Ulderico Nisticò