Il governo sta valutando l’introduzione di un nuovo contributo sulle spedizioni internazionali. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un messaggio inviato all’assemblea di Confesercenti ha anticipato una possibile misura destinata a incidere sugli acquisti online provenienti da Paesi extra-Unione europea.
“Prevediamo […] un contributo di 2 euro per pacchi con prezzo sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue”, ha dichiarato il ministro, spiegando che il provvedimento rientrerebbe in un pacchetto di iniziative a sostegno del commercio nazionale e della concorrenza leale.
L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il vantaggio competitivo dei grandi operatori internazionali dell’e-commerce che, grazie a produzioni a basso costo e regimi fiscali differenti, riescono a proporre prezzi difficilmente sostenibili dai negozi fisici e dalle imprese italiane.
La misura, se confermata, riguarderebbe la fascia di beni di valore minore, ossia quelli sotto i 150 euro, su cui si concentra la maggior parte delle piccole spedizioni acquistate tramite piattaforme online straniere. Il contributo verrebbe applicato a ogni singolo pacco e non inciderebbe invece sui prodotti inviati da Paesi dell’Unione europea.
Resta ora da capire tempi, modalità di applicazione e l’eventuale inserimento della norma in un prossimo provvedimento legislativo. L’ipotesi ha già sollevato reazioni contrastanti: da un lato le associazioni del commercio tradizionale, che da anni denunciano una concorrenza definita “sleale” da parte dei colossi extra-UE; dall’altro alcuni consumatori e operatori digitali, che temono un aumento dei costi finali e un freno alla crescita del settore e-commerce.
Il governo, attraverso il ministero guidato da Urso, potrebbe fornire ulteriori dettagli nelle prossime settimane, mentre il dibattito tra sostenitori e critici della misura è destinato ad animarsi.