Gran Premio delle Generazioni a Teresa Caporale farmacista di Santa Caterina dello Ionio

Caro Tito, la stagione dei premi e dei riconoscimenti non è ancora finita. In previsione del prossimo 13 novembre – Giornata mondiale della gentilezza – l’Università delle Generazioni intende evidenziare i valori testimoniati dalla vita di due donne dalla forte personalità e della grande gentilezza espressa al naturale, per carattere e vocazione, specialmente verso il pubblico. Con una prossima lettera ti presenterò la signora Michela FERRI che ha un bar al Porto di Vasto in Abruzzo, mentre con questa n. 356 del 14 ottobre 2021 sto per presentarti la dottoressa Teresa CAPORALE, farmacista di Santa Caterina dello Ionio (CZ) con genitori originari della confinante Badolato, vecchi amici della mia famiglia e, perciò, conosciuti da sempre. E, anche per tale motivo, ne ho scritto alle pagine 237-39 del secondo volume del “Libro-Monumento per i mei Genitori” (edito nel 2007).

1 – TERESA CAPORALE

E’ nata a Catanzaro venerdì 28 giugno 1957 da Mosè (Badolato 17 novembre 1928, ferroviere in carriera) e da Rosa Caminiti (donna, moglie e madre tuttofare, 1932-2021). Teresa è la loro primogenita. Seguono Vittoria (nata a Catanzaro il 05 ottobre 1959, biologa), Vincenzo (Catanzaro 07 agosto 1961, impiegato) e Antonio (Catanzaro 30 marzo 1964, medico odontoiatra). Se, in buona parte, il destino di ognuno di noi è dovuto pure alla posizione della nostra nascita, dentro e fuori la famiglia, di Teresa bisogna dire che era destinata a diventare, prima o poi, il centro e la colonna portante della famiglia genitoriale, oltre che della propria famiglia, quella messa bellamente su con il dottore Franco Leto, con il quale era convolata a nozze in Pompei (Napoli) sabato 02 settembre 1978.

Teresa ha conseguito la laurea in Farmacia a Bologna il 27 febbraio 1981 e il 26 marzo 1986 ha aperto una propria farmacia in Santa Caterina dello Ionio Marina, sulla statale 106 o Via Nazionale, la strada principale della frazione del centro collinare, nata, come tante altre joniche, dopo le alluvioni del 1951-53. Il marito Franco Leto (nato a Santa Caterina Ionio l’11 gennaio 1951 e laureatosi in Medicina e Chirurgia a Bologna il 19 novembre 1977) ha lavorato all’ospedale civile di Soverato, nel Laboratorio Analisi di cui è diventato primario. E’ andato in pensione il primo febbraio 2010. 

Franco è mio caro e simpaticissimo amico fin dai tempi del Liceo Classico (Salesiani di Soverato), sia perché compagni di classe e sia perché condividevamo la bella e fraterna amicizia con Tonino Squillacioti (1952-2019) suo compagno di banco e mio vicino di casa a Badolato Marina, divenuto poi medico-psichiatra, andato in pensione come primario. Meravigliosa e indimenticabile la sorpresa che mi hanno fatto entrambi, venendomi a trovare nella casa di mia suocera a Villacanale di Agnone nel Molise verso la metà degli anni 80, di passaggio per Torre dei Passeri (PE), dove vive Vittoria, la sorella di Teresa, con la famiglia!…

Franco e Teresa hanno messo su una davvero bella famiglia, composta da Maria (nata il 07 dicembre 1979, nubile), da Giuseppe (nato il 21 marzo 1982, sposato con Imma Lazzaro, hanno una figlia, Elena nata il 07 ottobre 2018) e da Rossana (nata il 05 settembre 1986 e sposata con Rocco Montepaone, genitori di Giulia nata il 06 agosto 1920 e attendono un bambino per febbraio 2022).

 

Teresa ha una sorella secondogenita, Vittoria (biologa dedicatasi all’insegnamento) abitante a Torre dei Passeri (PE), sposata con il veterinario Angelo CREATO (nato il 17 giugno 1959). Hanno tre figli Pina, Giovanni e Manuela.  Pina è ingegnere chimico non è sposata e non ha figli. Giovanni ha sposato Francesca DELCONTE e stanno per diventare genitori di un bimbo entro questo mese di ottobre. Manuela ha sposato Antonio BERNABEO e hanno due figlie Camilla e Nina.  I due fratelli di Teresa e Vittoria, cioè Vincenzo e Antonio, hanno due figli ciascuno. Vincenzo (con la moglie Federica Mazzotti) ha Marco e Lucia. Antonio (con la moglie Maria Concetta Leto)
ha Rosalba e Mattia. Questi figli non hanno ancora regalato la quarta generazione ai loro nonni materni Mosè e Rosa.

2 – LE QUATTRO GENERAZIONI

Non sempre due genitori hanno la fortuna di vedere la loro quarta generazione. I coniugi Mosè Caporale (classe 1928) e Rosa Caminiti (1932) hanno già avuto questa bella fortuna, per ben quattro volte! Così dalla loro primogenita Teresa (1957) e dal loro nipote Giuseppe (1982) hanno avuto la pronipote Elena (2018). La stessa cosa con l’altra figlia di Teresa, Rosanna che ha generato Giulia nel 2020.

Dalla secondogenita Vittoria (1959) e dalla loro nipote Manuela hanno avuto due pronipotine: Camilla e Nina. Mentre dal nipote Giovanni stanno per avere un pronipote. Quindi Mosè e Rosa hanno quattro pronipoti già nati e due in arrivo. Una bella realtà, visti i tempi di scarsa proliferazione generale.

 

Sicuramente non finirà qui e anche Teresa potrà avere e vedere la sua quarta generazione! Ed è l’augurio che Le facciamo, di tutto cuore! Purtroppo adesso le età sono più distanziate di prima, per motivi di studio e di sistemazione, ed è, quindi, più difficile ottenere una quinta generazione. Ma non si sa mai che, proprio Teresa, da farmacista, non riesca a trovare il farmaco o un mix di farmaci della longevità e così poter gustarsi la sua quinta generazione! Incrociamo le dita!

3 – TERESA CENTRO FAMILIARE TUTTOFARE

Non basta certo l’educazione genitoriale, bisogna pure che i figli siano propensi a seguìre le indicazioni di mamma e papà. Nel caso di Teresa Caporale, i suoi genitori hanno ottenuto il massimo possibile in una figlia. Non soltanto hanno avuto la soddisfazione di vederla ben laureata, con una propria attività di prestigio e di grande servizio sociale (la Farmacia) a pochi metri da casa, ben sposata, mamma e nonna felice … e l’hanno vista essere anche il bastone della loro vecchiaia e il centro intergenerazionale della loro estesa famiglia! Non basta, ha seguìto le loro indicazioni nel poter e sapere fare tutto. Una persona tutto fare e, pure per questo, riesce ad essere indipendente e nel tempo stesso utile, anzi “indispensabile” alla propria famiglia.

Una donna “tuttofare” (un “jolly” diremmo in termini più attuali) proprio come lo erano, una volta, le nostre mamme e le nostre nonne. Con sempre più ruoli da espletare e compiti da fare, da sistemare. Una preziosità inimmaginabile al giorno d’oggi. Ed è anche questo uno dei tanti motivi per cui l’Università delle Generazioni ha deciso di assegnare a Teresa un riconoscimento speciale, IL GRAN PREMIO DELLE GENERAZIONI, proprio perché è il centro di riferimento (a tutto tondo) per questa famiglia a 4 generazioni ed è donna “tuttofare”, non soltanto una professionista ed imprenditrice che avrebbe potuto benissimo permettersi di avere la solita vita borghese come tante altre del suo rango. Invece no, ha scelto e voluto divenire ed essere una donna-jolly quasi a 360 gradi, come pochissime oggi. Sicuramente una rarità, almeno al suo livello e nella sua condizione!…

Oltre alla naturale propensione a fare la mamma e la nonna; oltre al ruolo sociale professionale di farmacista di paese (dove si è anche “assistenti sociali” di almeno parte della propria utenza); Teresa sa fare il pane tradizionale di casa con il lievito madre; coordina e fa le conserve per il resto dell’anno; va a raccogliere olive, origano, erbe selvatiche commestibili da abbinare a legumi, proprio come facevano le nostre nonne. Sa persino fare il sapone di casa con l’olio d’oliva inutilizzabile altrimenti. Insomma, è la rappresentazione della più classica, più tradizionale, meritevole ed antica donna di casa e di paese che sa fare (quasi) tutto per tutti.  Una persona ed una donna da ammirare. Immensamente. E da premiare, riconoscendoLe i tanti meriti che oggi come oggi rappresentano una condizione straordinaria della donna che non svolge più ruoli tradizionali, anzi pare che se ne sia discostata un po’ troppo, proprio per vivere più libera e destreggiarsi tra i miraggi della falsa modernità consumistica e dispersiva.

Il Premio assegnatoLe dall’Università delle Generazioni vale anche come segnalazione e monito alle presenti e alle future generazioni, specie femminili, a non discostarsi troppo dai paradigmi rappresentati da Teresa, pure perché altrimenti si rischia di perdere la nostra vera identità, senza avere la sicurezza di giungere ad altre dimensioni ritenute più moderne e progressiste. Qui c’è in gioco soprattutto la qualità della vita non soltanto per sé stessi ma anche per coloro che amiamo.

4 – IL BASTONE DELLA VECCHIAIA

Così, Teresa Caporale ha scelto di essere sempre e comunque brava figlia di famiglia fino in fondo. Sostegno amoroso e bastone fermo ed affidabile per l’avanzata e difficile vecchiaia dei propri genitori, che Lei ha voluto tenere con sé, assistendoli con tutte le cure possibili ed immaginabili nella lunga e severa malattia, ma soprattutto con l’affetto suo e delle altre generazioni di casa. In fondo, come si è sempre fatto prima, quando i genitori non lasciavano affatto la propria abitazione per essere curati (o addirittura parcheggiati, spesso dimenticati) nelle case di riposo o nelle lungodegenze. Beati i vecchi genitori che hanno figli come la farmacista Caporale, la quale, pur tra i tantissimi impegni professionali e familiari, ha sempre trovato modi e tempi per non far mancare niente a nessuno, tanto meno ai propri genitori sofferenti e allettati da anni e anni!…. Chi come lei si è trovato in simili situazioni, può ben capire di cosa stiamo parlando! Bravissima, Teresa, eroe generazionale! La tua missione di brava figlia di famiglia continua! Sii ancora forte e determinata! Sei il nostro orgoglio e vanto sociale, splendida rappresentante della più vera Calabria!!!…

Tra le tante foto che Teresa mi ha mandato dei suoi anziani genitori, ormai troppo acciaccati e privi di forze, una mi ha commosso più di tutte, quella in cui entrambi sono a letto e in mezzo a loro la statuina di Gesù Bambino, quando questa, a Capodanno, fa il giro beneaugurante e benedicente di tutte le case del paese. Una bellissima e suggestiva tradizione che non tutti hanno in Calabria o in altre parti d’Italia e del mondo. Una tradizione da non fare assolutamente perdere, ma anzi da valorizzare al massimo possibile, poiché è una preziosità religiosa, sociologica, antropologica, dal grande significato unificante, non soltanto tradizionale e popolare!

Caro Tito, ho sempre sostenuto che (pur nel dolore) è un privilegio umano ed esistenziale stare accanto ad un genitore e raccoglierne l’ultimo respiro. Ancora maggiore e migliore privilegio è quando un genitore muore tra le proprie braccia di figlio/a. Cosa che è accaduto proprio molto recentemente a Teresa quando ha perso la madre. L’abbraccio, la vicinanza amorosa sono un conforto per chi va e per chi resta. E’ l’atto più umano e dignitoso che ci possa essere, quasi sacro!… E Teresa ha avuto tale privilegio dell’abbraccio e della vicinanza. Chi ha la sfortuna di essere lontano da un genitore, che va via per sempre, prova un vuoto non più colmabile e, a volte, pure qualche rammarico che può spesso diventare un inquieto tarlo segreto per tutto il resto della propria vita. Grazie, Teresa, grazie pure di questo sacro esempio!

5 – TERESA IN FARMACIA

Da oltre 35 anni, cioè dal 26 marzo 1986, la dottoressa Teresa Caporale ha una farmacia propria in un paese, come Santa Caterina Ionio Marina che, pur avendo poco più di mille abitanti, può contare pure su un’utenza di passaggio, essendo posta su una strada di grande comunicazione interregionale (Taranto – Reggio Calabria) ed avendo altri paesi nelle vicinanze. Infatti, conosco tanti miei compaesani che da Badolato Marina si servono non soltanto della farmacia ma anche dell’ufficio postale di Santa Caterina Marina. Inoltre, una farmacia è sempre un ottimo ed indispensabile servizio per i turisti, tutto l’anno.

Ma la farmacia di Santa Caterina Ionio Marina (Via Nazionale 139) ha un qualcosa in più. Ha la squisita gentilezza e la massima disponibilità di una farmacista “popolare” e sempre cordiale come Teresa Caporale. La quale si attarda pure a dare spiegazioni a chi le richiede e si sofferma ad aiutare chi, come alcuni anziani, non si sa destreggiare con la modernità e con il sempre accavallarsi di norme pure nell’assistenza socio-sanitaria. Particolare aiuto sta fornendo un po’ a tutti, adesso, in modo particolare in questi ultimi due anni penalizzati dalla pandemia del Covid-19 che ha presentato un impegno in più pure per le farmacie. Le quali stanno sempre più diventando il vero centro strategico per la gestione di una parte importante della sanità pubblica. Un presidio strategico di cui non si può assolutamente fare a meno e che fa potenziato (come ho scritto il 03 agosto 2021 in … https://www.costajonicaweb.it/lettere-a-tito-n-337-tra-gli-articoli-non-pubblicati-il-passaporto-farmaceutico-e-il-farmacista-prescrittore/).

Farmacie che, oltre ad essere un presidio permanente di carattere socio-sanitario, sono una delle presenze (a volte le uniche) più stabili per una comunità nell’arco della giornata. Sicuramente un punto di riferimento per tante altre situazioni ed esigenze che esulano persino dai suoi doveri contrattuali con lo Stato e con la popolazione. Chiunque ha sempre trovato e continua a trovare nella dottoressa Caporale una persona ed una professionista istituzionale molto affidabile, un’amica cui rivolgersi per qualsiasi esigenza riscontrabile e risolvibile. La casistica e gli aneddoti sono talmente tanti che davvero potrebbe scrivere la storia di una comunità-tipo come le nostre joniche!…

6 – TERESA ESUBERANTE MA ESSENZIALE

Caro Tito, Teresa Caporale appartiene sostanzialmente a quella civiltà contadina ed operaia che è rimasta esuberante nella sua generosità ma assai essenziale e concreta nel suo carattere. E’ un retaggio antico, non soltanto delle nostre comunità prevalentemente rurali ma di tutti quei popoli che, nel corso dei secoli, si sono continuamente misurati con le avversità delle calamità naturali e della società padronali ed imperialiste. La nostra, se ci pensi bene ed anche statisticamente, è una comunità antropologica quasi sempre alle prese con un’emergenza. Una specie di continua battaglia per la sopravvivenza a guerre e dominazioni a noi imposte. Come ad esempio l’emigrazione con il conseguente spopolamento e i disagi di generazioni disgregate, per come imposte dalla cosiddetta civiltà industriale che predilige l’opulenza di pochi territori (città e metropoli) a scapito di tanti altri (ruralità, montagne e periferie).

Teresa, che è sensibilissima a tali tematiche, cerca di essere il più possibile vicina e solidate con chi ha figli o genitori lontani e spesso si trova spaesato/a con le innovazioni burocratiche e tecnologiche. Dalle nostre parti, chi ha un ruolo pubblico (come in farmacia) si trova spesso e volentieri a fare con piacere o a dover fare suo malgrado “l’assistente sociale” o, comunque, offrire il suo appoggio a chi ne ha bisogno. In tutto ciò, Teresa, che è carattere esuberante nella generosità, è sempre vicina con affetto alla sua gente, non soltanto alla cerchia dei suoi utenti. In pratica, fa sempre più del suo dovere. Con molta dedizione e senso di responsabilità e di lungimiranza.

Questa sua personalità essenziale ed altruista Le deriva, secondo me, da quella di entrambi i genitori, in particolare del padre Mosè, che io ricordo sempre assai disponibile e generoso con chiunque nel suo essere ferroviere e uomo dalla grande e lieta socialità. Come, del resto, mio padre.

Se guardo alla contemporaneità, Teresa mi sembra molto più vicina alle nostre donne “epiche” del “passato necessario” (come le nostre nonne e mamme) piuttosto che alla femminilità attuale tendente ai miraggi della modernità.

 

Non conosco i fratelli o i figli di Teresa, ma ho motivo di credere che Le somiglino, poiché l’impronta genitoriale è la medesima.

Ci può pure essere qualche variazione sul tema, ma essenzialmente l’esempio dato a tutti e a ciascuno da papà e da mammà ha un valore permanente. Ed efficace. Sempre.

 

7 – TERESA L’ECOLOGISTA

Ritengo che siano stati prima di tutto MAESTRI DI ARMONIA i nostri genitori (miei e di Teresa), forgiati dalla fatica e dai sacrifici, dalle privazioni e dalle motivazioni di una vita virtuosa ed essenziale (direi spartana) votata unicamente alla famiglia in un contesto sociale comunque solidale ed altruistico. Questa Armonia (che io mi porto sempre dentro e che emerge, qua e là, in quasi tutti i miei scritti, pubblicati o inediti ed anche in queste “Lettere”) caratterizza pure (ne sono più che certo) la vita e i comportamenti di Teresa Caporale, con cui ho condiviso, tra l’altro, pure il meraviglioso esempio di persone a noi vicinissime, come la famiglia di Demetrio Spanò, oggi ultracentenario, con cui abbiamo dei comparaggi fin dagli anni cinquanta.

Credimi, caro Tito, mi commuove ancora la vita di queste persone che potremmo dire d’altri tempi ma che era la gente più vera ed essenziale che io abbia conosciuto da che vivo il mondo. In particolare sono in me vibranti alcuni loro passaggi esistenziali che si sono impressi nella mia mente e nel mio cuore e che ancora illuminano il mio essere uomo e cittadino di questo pianeta. Ad esempio, l’ecologia che avevano queste nostre famiglie è un’ecologia ancora più concreta ed essenziale di questa oggi di moda. Era una ecologia legata all’Armonia e al diritto di tutti ad esistere dignitosamente. Persona, animali, piante, ecc. ecc.! Una ecologia totale assai simile allo spirito divino che ha voluto la Natura degli esseri viventi così come è.

Non mi meraviglio, perciò, che, ad esempio, Teresa soccorra cani randagi e contribuisca alla loro dignità esistenziale (oltre, ovviamente, a contribuire prima a lenìre tutti i giorni con la sua Farmacia e la sua professionalità la sofferenza delle persone pure con la tanta devozione personale e un ammirevole senso del sacro per la vita umana). Così come non mi meraviglio che ci tenga a contribuire a tenere pulito il proprio paese, collaborando con alcuni volontari nel conferire carta ed altri oggetti inutilizzati ad un’Associazione provinciale che poi vende i rifiuti per dare in beneficenza il ricavato ad enti e istituzioni che operano nel sociale. E fa questa attività da molto tempo prima ancora che ci fosse nel suo Comune la cosiddetta raccolta “differenziata” dei rifiuti solidi urbani (ma anche degli olii esausti). Che sensibilità, che civismo, che solidarietà!

Anche se a tratti (dati i miei periodi di lontananza kilometrica) ho visto crescere Teresa (sono più anziano di lei di ben 7 anni). Ed ho notato come e quanto sia rimasta in questa Armonia (fin da bambina ed ancora oggi che è nonna). La soavità e la dolcezza comportamentale, la mitezza e la generosità sono i punti salienti del suo carattere sostanziale e della sua personalità distintiva. Lei è testimone privilegiata di quanto possa fare ed ottenere l’educazione familiare di più generazioni (comprendo anche i nonni e gli zii paterni e materni), in particolare gli indirizzi genitoriali.

E considero quanto, con l’emigrazione e la disgregazione delle famiglie, il nostro meridione sia stato spogliato di questa necessaria e indispensabile unità e pedagogia familiare! Se vuoi distruggere un luogo, una Nazione, fai emigrare anche parte dei suoi abitanti. Considero, altresì con immenso dolore e preoccupazione, quanto vengano disgregati quei Paesi che producono i migranti, i cosiddetti disperati della terra. Migranti che, oltretutto, sono malvisti e non accettati proprio da quei P.P. – Paesi Padroni o Paesi Predatori che causano, alla fin fine, tutte queste immani, disperate e disperanti migrazioni. Ognuno dovrebbe avere (per quanto possibile) la gioia di vivere in casa propria, nella propria Terra. Produrre disperazione non giova proprio a nessuno! Alla lunga, nemmeno a chi produce tutto questo squilibrio umano e sociale! E ne stiamo osservando qualcosa, almeno per ciò che possiamo vedere alla TV e oltre.

Teresa Caporale, grazie al senso dell’unità della famiglia curata dai suoi genitori, oggi può vivere il privilegio di godere del fatto che quasi nessuno di loro ha lasciato la propria terra, mantenendo questa unità che, adesso, tocca proprio a Teresa mantenere e fortificare il più possibile, essendo divenuta molto presto il centro di riferimento e colonna portante di tutte le generazioni della propria famiglia genitoriale. Quindi, Le è dovuto un GRAN PREMIO DELLE GENERAZIONI anche per sostenerLa e incoraggiarLa in questa sua missione, non certo facile, specialmente guardando al futuro.

8 – SALUTISSIMI

Caro Tito, ci sarebbe da evidenziare altre persone che, come Teresa Caporale, sono il vero collante della nostra società e il benefico aggregante delle famiglie. Bisognerebbe sempre mettere i nostri riflettori di giornalisti su questi esempi edificanti ed esemplari per la nostra comunità regionale e nazionale. Certo, i nostri mezzi multimediali sono troppo limitati. Facciamo il possibile, ma non è ancora assolutamente sufficiente. Bisognerebbe fare di più, molto di più. E non solo con i Premi. E non solo noi giornalisti. Il fatto è che abbiamo quasi tutti i venti contro e c’è chi tenta di affondare il nostro navigare, già in acque agitate in modo permanente! Intanto, in attesa della prossima “Lettera n. 357” ti ringrazio per l’evidenza di questa n. 356 in onore di Teresa Caporale e di tutti coloro che hanno la sua stessa natura e vocazione personale, familiare e sociale.

Tante cordialità, Domenico Lanciano (www.costajonicaweb.it)