Grato ricordo di don Mariani

salesianisoveratoDegnissimo figlio di don Bosco e sacerdote venerando, don Mariani era un serio e inflessibile docente di latino e greco, profondissimo conoscitore della grammatica, e di straordinaria capacità di comunicazione. Che dire? Che quando io sostenevo qualche esame di greco o latino o grammatica o altro nella fin troppo filologica Pisa, e i docenti mi rivolgevano qualche domanda su forme verbali greche, e, rispondendo io, mi lodavano con stupore, io ridevo tra me e me pensando a cosa non avrebbe strillato, don Mariani, se non dico io, ma l’ultimo della classe non l’avesse saputa! Ma non mi avrebbero creduto.
Ah, conquistare un sette, con don Mariani; un otto, persino! Ed era un modo per insegnare la gerarchia dei valori, lontano da quella autoesaltazione per cui certi insegnanti creano mostri e falliti della vita.
Fuori dalla classe, dal registro, dai voti, dalla grammatica, don Mariani mostrava la sua squisita bontà e tenerezza d’animo, pronto alla carità con elegante discrezione.
Da gran salesiano, stava vicino ai ragazzi; amava la musica e il canto, e fungeva da maestro di coro con arte e con stile; quando capitava l’occasione, giocava volentieri al calcio, e famoso era il suo tiro imparabile.
Amava anche la natura, e curava con scienza gli alberi ammalati del cortile.
Fu a Soverato prima del 1960, per tornare, verso il 1964, e rimanervi altri trent’anni, educando e istruendo molte generazioni. Io gli debbo gran parte della mia professionalità.

Ulderico Nisticò

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