Situata a metà di corso Sirleto, con i prospetti laterali affacciati su via San Carlo, via Indipendenza e via Progresso, la Torre Giordano rappresenta una delle poche strutture superstiti dell’antica rete difensiva che un tempo proteggeva il borgo.
Pur avendo subito diversi interventi e adattamenti a uso abitativo, l’edificio conserva ancora oggi l’impianto originario. Intorno agli anni Trenta del Novecento la sommità turrita, un tempo caratterizzata da merli e feritoie, venne trasformata in una terrazza dotata di parapetti in muratura.
Alcune feritoie sono tuttora visibili, testimonianza della funzione militare dell’edificio. L’androne d’ingresso presenta ampi soffitti a volta e pareti laterali che un tempo delimitavano, da un lato, le scuderie e, dall’altro, le cantine e i magazzini di deposito.
L’accesso principale, situato su via San Carlo, è impreziosito dallo stemma marmoreo della famiglia Crea di Stilo: un riferimento al matrimonio, avvenuto nel Settecento, tra Clorinda Giordano e un esponente dei baroni Crea. Come le altre torri del centro storico, anche la Torre Giordano era concepita come struttura difensiva.
Le sue mura in pietra, impostate su una pianta quadrata, racchiudevano ambienti sovrapposti: in caso di incursioni, gli abitanti potevano rifugiarsi ai piani superiori, abbandonando progressivamente quelli inferiori e ritirando le scalette di legno per impedire l’avanzata degli assalitori.
Giuseppe Pisano
