Guccione e i miliardi al vento da recuperare

 Nel quadro generalmente mediocre o men che mediocre della classe politica calabrese, e regionale soprattutto, Carlo Guccione si salva ai miei occhi: egli è, infatti, portatore sano della sua ideologia, e perciò non se ne esce con frasi fatte insensate, e affronta i problemi reali; e durante la diciamo così gestione di Oliverio, era l’unica opposizione, mentre il centro(destra) era con lui camicia e sederino.

 Guccione c’informa che la Regione ha, da qualche parte, tre miliardi non spesi dei fondi europei 2000-2007, e 2007-13. Non dice dei seguenti, ma temo sia la stessa musica.

 Chioso io che in quegli anni c’erano i seguenti esseri inutili e dannosi, politicamente parlando, s’intende: P. Nisticò, GB Caligiuri, Scopelliti, Meduri, Loiero e il suddetto Oliverio.

 Costoro, e i loro assessori e passacarte, hanno dunque lasciato vergini tre miliardi, che, per noi vecchietti, sarebbero quasi seimila miliardi di lire. Bisognerebbe chiamarli a danni, farglieli scucire di tasca!

 Secondo Guccione, i miliardi sarebbero ancora recuperabili; e vi si aggiungerebbero più recenti interventi statali. Insomma, la Calabria avrebbe dei soldi.

 Dico avrebbe, perché usus pecuniae est in emissione, cioè i soldi non spesi è come se non ci fossero. Perciò quei miliardi vanno spesi.

 Attenzione: spesi, non “impegnati”. Spesi, ovvero con quei soldi bisogna pagare lavoro e cose, in contanti e subito. Non ci servono cartacce e chiacchiere al vento e programmoni di Paese dei balocchi; ma operazioni concrete, a sostegno reale di attività produttive.

 Quali? Ma quelle vere; allevamento, agricoltura, aziende di trasformazione, lavori pubblici, turismo che non sia solo Ferragosto… Servizi? Sì, ma con un dirigente (01) e cento operatori, e non il contrario alla calabrese maniera, cioè un addetto (01) e cento dirigenti amici e parenti di qualcuno o di qualcosa.

  Si dia dunque una coraggiosa e spregiudicata mossa, la Regione. Come?

  1. Facendosi venire idee;
  2. Se non le ha, chieda;
  3. Scartando le idee balzane e palingenetiche;
  4. Sburocratizzando qualsiasi cosa;
  5. Spendendo sull’unghia;
  6. E immediatamente, in fogli da dieci!
  7. Affidandosi a magistratura e polizie per eventuale mangia mangia.

Ulderico Nisticò