Hic Rhodus, hic salta

 Il 25 settembre, gli Italiani hanno ampiamente dimostrato che se ne strafregano delle parole (“cum parole non si mantengono li stati”, dice il Machiavelli), e vogliono i fatti; e li vogliono subito.

 Intanto, però, anche le parole possono avere un senso politico. Chiamare un ministero ISTRUZIONE E MERITO può significare il contrario del diplomificio garantito cui si è ridotta la scuola italiana: vada avanti chi merita. Musica per le mie orecchie?

 Un altro ministero, MARE E SUD. Ci manca solo “Nostrum” e “Il destino dell’Italia è sul mare”, come disse Qualcuno; ovvero, “Alza la prora e salpa verso il mondo”, d’Annunzio. Non si tratta solo di proteggere il mare, ma di tornare a fare del Mediterraneo il centro della storia; e l’Italia Meridionale, il centro del Mediterraneo. Musica per le mie orecchie?

 GIOVANI E SPORT, può significare smetterla di abbandonare i ragazzi a loro stessi e a famiglie del tutto incapaci, ammesso ancora esistano; e offrire loro occasioni di vita degna e sana e forte. Un ragazzo che gioca a calcio, la sera se ne va a dormire.

 E qui serve la CULTURA, da intendere Cultura, e non piagnistei pseudosociologici.

 E serve dunque FAMIGLIA, NATALITÀ E PARI OPPORTUNITÀ. Con una donna al potere, le pari opportunità sono ampiamente soddisfatte, e non ci serve “le gatte e i gatti” se no si offendono le micie! Natalità, è urgente, in un’Italia che si spopola, e peggio il Sud.

 All’AGRICOLTURA si assegna il compito della SOVRANITÀ ALIMENTARE. Mi piace, così magari vediamo qualche assistito tornare a zappare la terra e produrre grano e patate.

 Le mie orecchie sono un po’ disturbate dal fatto che un ministro si chiami MADE IN ITALY; ma mica potevo volere AUTARCHIA!!! Del resto, il “made” circola nel mondo dalla fine del XIX secolo, e pazienza; e anche autarchia è una parola greca.

 Su tutti, troneggia una donna che ha dimostrato di essere energica e per niente sensibile a tergiversazioni o soggetta ai “sondaggi”, ma con le idee semplici e nette. Continua così, presidente MELONI, e spara raffiche di decreti. Esempio? La riforma Gentile della scuola, tuttora sostanzialmente in vigore, non data, come tutti pensano, dal febbraio 1923, ma dal 31 dicembre 1922, San Silvestro! Presto e bene, Meloni.

 E vogliamo provvedimenti immediati sull’ECONOMIA non sulla finanza di carta: tornare a produrre, dunque al lavoro.

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 A Salvini, inedito ministro delle INFRASTRUTTURE, ricordo che ho una Trasversale delle Serre che aspetta dal 1968; e una 106 che, con qualche raffazzonato, e spesso cadente, intervento a fisarmonica, è del 1930; all’avanguardia mondiale negli anni 1930, oggi storica: letteralmente, a norma di legge, i ponti sono “beni storici”, e ci passiamo sopra. Non cadranno mai, ma sono insufficienti al traffico.

 Il ponte sullo Stretto? Si può, anzi si deve fare.

 Per ora, qui è Rodi, qui salta, Giorgia Meloni. Gli Italiani vogliono essere governati; ed io con loro.

Ulderico Nisticò