“I 300 tamponi per la prevenzione e la negazione del suolo nel Comune di Soverato”

“La storia che non avrei mai voluto raccontare. I 300 tamponi per la prevenzione per chi ha bisogno, e la negazione del suolo in Comune di Soverato.

Si può essere succubi di diverse prepotenze, di diversi fattori ambientali o meno, ma usare il proprio ruolo per bullizzare chi la pensa in modo diverso è abominevole, soprattutto in un momento in cui i dati dei contagi regionali sono preoccupanti.

È arrivato il tempo di raccontare la storia, per due motivi: il primo perché è giusto che deva sapersi cosa accade dietro le quinte ed il secondo perché questa storia mi sta dannando l’anima.
La possibilità negata di poter aiutare in un periodo del genere, solo per giochi di bottega è inaccettabile per me.

È dai primi di Marzo, che dopo aver proposto in Commissione Covid ( esiste verbale) che venissero offerti dei tamponi per chi non ha la possibilità di pagare, utilizzando i fondi Covid provenienti dal Ministero, quindi fondi pubblici disponibili per il tessuto sociale ed economico, e come al solito non aver ricevuto esito alcuno, ho iniziato ad adoperarmi nella ricerca di tamponi per offrirli a tutti coloro che si trovano in condizioni di necessità e non possono prevenire come vorrebbero.
Insieme a 4 amici abbiamo trovato la strada, e abbiamo deciso di donare l’impegno per realizzarlo, sia professionale che economico.
Ho donato 300 tamponi, ma non riusciamo a somministrarli. Avrei voluto rimanere anonima, e una prima associazione di volontariato ha presentato la richiesta del suolo pubblico al Sindaco di Soverato, chiedendo due cose:
1. che il Donatore rimanesse anonimo;
2. Che i tamponi fossero somministrati alle persone in difficoltà.
Siamo al 10 di Marzo, tutto ciò che è accaduto dopo, ha del vergognoso, voglio solo dire che il 27 Marzo avremmo dovuto fare i tamponi al Palazzetto dello Sport, abbiamo anche la locandina disponibile se qualcuno mettesse in dubbio la verità. Quello che è successo dopo, è un messaggio con comunicazione che non sono state accettate le condizioni del dono, e che il 27 Marzo i tamponi li avrebbe fatti l’Amministrazione.
Durante quella giornata, sono stata anche indicata come “quel qualcuno che vuole far credere che la situazione è allarmante” . Naturalmente non è stato detto nome e cognome, per quello ci vuole fegato, ma semplici illazioni. “Qualcuno”, a me sto qualcuno purtroppo mi sta anche stretto! Purtroppo il Covid è sempre allarmante, la sua natura non la cambia Soverato, anche Soverato piange un decesso in questi giorni.
Si tenta di far passare il mio invito alla prevenzione, come una offesa o un affronto. Ma non ho così troppa paura delle offese e dei tentativi di svilire la mia persona, in fondo so cosa ho nel cuore, so chi sono e come mi sono sempre comportata.
La differenza quindi, tra il donatore e chi ha utilizzato l’iniziativa e chi ancora usa ogni metodo a proprio vantaggio o meno, può essere valutata da ognuno.

Nei giorni successivi abbiamo tentato di andare oltre, e ad una nuova richiesta del suolo pubblico di un’altra associazione, sempre con la medesima volontà , ovvero anonimato e beneficenza, ci siamo ritrovati a vederci negato il suolo pubblico con una scusa assurda: i tamponi andrebbero usati per i rientri o per le persone fragili. E da quando in qua si può scegliere di privare chi ha bisogno di un dono che gli è stato fatto?
Perché al Sindaco, in fondo non abbiamo chiesto nulla, ma solo il suolo pubblico per un servizio gratuito ai cittadini, e se anche ci fosse stato da pagare l’occupazione non ci sarebbe stato alcun problema.

Ora ci ritroviamo con 300 tamponi, con la possibilità di aiutare 300 persone, e con la negazione di utilizzare il suolo della Città in cui vivo e pago le tasse, e la negazione per 300 Cittadini di Soverato di poter usufruire di una donazione. Ps: sto aspettando ancora la telefonata”. Lo rende noto con un post su Facebook la consigliere comunale di minoranza, Azzurra Ranieri.