Dal TGR Calabria apprendo che quindici studiosi appartenenti a sei università hanno avanzato una nuova ipotesi: i Bronzi di Riace non sarebbero rimasti per duemila anni nei fondali dove furono ritrovati, ma in acque diverse.
Un’idea che, in realtà, non è del tutto nuova. Già diversi anni fa, dopo alcuni incontri con lo scopritore dei Bronzi, il signor Ma…, e con la dott.ssa M. T. I., funzionaria della Soprintendenza Archeologica della Calabria, qualcuno aveva ipotizzato che un naufragio a Riace fosse improbabile. Più verosimilmente, si sarebbe trattato di un maldestro tentativo di nascondere le statue.
All’epoca, quella tesi fu accolta con un lungo silenzio. Nessuna replica ufficiale, nessuna apertura al confronto. Ad onor del vero, solo il prof. U. Nisticò si espresse a favore della “tesi aristotelica della logica”.
Oggi, con nuovi studi, nuovi finanziamenti e l’interesse rinnovato del mondo accademico, sembra che la logica di allora stia trovando conferme nella scienza di oggi.
Perché, a volte, la logica arriva prima della scienza.
Antonio Passafaro – Associazione Culturale Turistica Marinara Soverato