I concerti a Soverato, quale ricordo?

Cari amministratori,

l’altra sera ho avuto modo di assistere al concerto di Fiorella Mannoia e, alcune settimane fa, al concerto di Francesco De Gregori; straordinarie serate di poesia e musica, un’opportunità delle quali vi sono grata.

Tuttavia, mentre seguivo gli spettacoli il ricordo mi ha riportato a tante altre esibizioni alle quali ho avuto modo di assistere negli anni. Come non ricordare Giulietta e Romeo nel teatro di Altomonte o De Andrè con lo scenario del castello di Roccella o le tarantelle nel meraviglioso borgo di Caulonia? Sono emozioni che restano scolpite nel cuore e nella mente.

Ma a Soverato mancava qualcosa: lo scenario non era in sintonia con la musica.

Ciò che fa la differenza sta proprio nei luoghi, ciò che non puoi fare a meno di osservare mentre ascolti, quando i nostri sensi percepiscono e mescolano un insieme di sensazioni e fanno sì che quel momento diventi magico.

Ma c’è da chiedersi se davvero Soverato non può offrire di meglio, se davvero la nostra città non dispone di luoghi degni di fare da cornice a queste meravigliose serate estive (e mi rifiuto di chiamarle Summer festival poiché mi sento fortemente italiana e, ancor prima, calabrese).

In realtà a Soverato non manca nulla: penso al teatro sul mare (ma andava bene anche quello precedente, all’interno dei giardini pubblici) ma anche al Giardino botanico Santicelli. Certamente necessiterebbe qualche adeguamento temporaneo ma perché privarci di tanta bellezza e dell’emozione di un luogo adeguato invece che rinchiudere gli eventi all’interno di una “gabbia”, una specie di pollaio, circondati da palazzi che inibiscono la vista delle colline, del mare e del cielo?

In nome di che e di cosa non dobbiamo e non possiamo concederci e donare ai turisti quelle emozioni uniche che rendono le esperienze indimenticabili? Perché legare il ricordo di Soverato a brutture anziché offrire il meglio che abbiamo?

La musica è Arte e, come tale, merita spazi belli e degni. E noi li abbiamo.

Angela Maida