I conti di Conte senza l’oste

Conte 2 piace molto all’Asse Tevere – Reno, a quasi tutti i giornali e le tv, e a quasi tutte le donne di bocca buona; perciò anche ai loro uomini, giacché si sa che “re non fa corna”.

Conte 2 ha una maggioranza solidissima in parlamento – si fa per dire, giacché il parlamento non vota – e sa che i 5 stelle, per non andare alle elezioni, approverebbero qualsiasi cosa: come Filippo d’Orléans votò per la decapitazione del cugino Luigi XVI. Vero che poi decapitarono anche Filippo, ma non subito, e intanto aveva arraffato qualche mese di vita! Non so se è chiaro! Se no, vi ricordo che in Calabria i 5stelle hanno un mare di deputati e senatori… e, due ani dopo, manco un consigliere regionale, anche grazie al taleb Morra. Ora è più chiaro?

Conte 2 governa per decreti, infilandoci 600.000 clandestini e un occhio di riguardo sugli arresti domiciliari a certi angioletti.

Conte 2 ha un’opposizione di comodo in Berlusconi; e una agitata ma inconcludente in Salvini e Meloni, che un giorno occupano (mezzora) le camere, un giorno indicono tumulti di piazza, e un giorno non si regolano che fare. Le opposizioni, se si votasse stasera, stravincerebbero; ed è per questo che l’Asse non fa votare. Quindi Conte 2 governa senza opposizione.
Questi sono i fatti: ognuno giudichi come vuole, ma sono i fatti.

Insomma, Conte 2 è onnipotente: altro che Orban. Tra le manifestazioni della su tirannide, c’è che sta promettendo valanghe di soldi, anzi ne parla come se ci fossero davvero. Nel Medioevo, direbbero che “millanta”, da “mille”; nel suo caso, fino a non so quanti miliardi di euro.

Poi si sente dire che qualcuno, e nemmeno tutti, ha ricevuto i 600 € di aprile; nessuno quelli di maggio; tanto meno, aiuti più consistenti assicurati ad imprenditori e artigiani etc.
Le banche, secondo Conte 2, dovevano compiere, testuale, “un atto d’amore”, cioè prestare – prestare con amore, ma prestare! – e invece non hanno manco prestato niente; figuratevi se regalano. Del resto, non è il loro compito, e non sono enti di beneficenza.

Le tasse, appena rinviate come la revisione delle auto; le bollette sono sempre le stesse.
Questi sono i fatti: ognuno li giudichi come gli pare; ma sono i fatti.
Né vedo alcuna imminente alternativa; e sono perciò di umore nero, sempre più nero.

Ulderico Nisticò