I Gallace di Guardavalle “padroni” del litorale laziale, condanne per due secoli di carcere confermate

La Cassazione ha specificato il perché nelle motivazioni della sentenza con cui, nel processo denominato Appia, ha confermato condanne per un totale di circa due secoli di carcere.

La famiglia, originaria di Guardavalle, ha messo radici sul litorale romano dopo una iniziale fuga dalla provincia di Catanzaro, ha prosperato con il narcotraffico, dedicandosi però anche alle estorsioni e alle truffe, e si è insinuata nella pubblica amministrazione. A 17 anni di distanza dal blitz compiuto dai carabinieri del Ros e a distanza di 16 anni dallo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Nettuno, all’epoca retto da una giunta di centrodestra, è arrivato il pronunciamento definitivo.

Per quanto riguarda l’associazione per delinquere di stampo mafioso, la Cassazione ha evidenziato che è stato provato “l’innesto del sodalizio nel tessuto sociale della città di Nettuno e la creazione di una sorta di “succursale” a Nettuno del locale di Guardavalle”.

Ancora: “I Gallace avevano continuato ad operare nel paese calabro ma avevano anche trasferito, per necessità, il loro sistema associativo nel centro laziale”. Un’organizzazione criminale armata. “Diversi collaboratori – si legge nelle motivazioni della sentenza – avevano riferito di armi possedute da parte degli affiliati, anche perché essi avevano sempre temuto la vendetta dei rivali; in particolare Andreacchio aveva riferito di due sistemi per procacciarsi le armi, e cioè o l’acquisto in Svizzera o i furti nelle abitazioni, mentre Todaro aveva rammentato di una riunione a Guardavalle nella quale si era anche discusso dell’acquisto di armi da usare in caso di nuove faide; non sussiste contraddizione nel fatto che la parallela associazione finalizzata al narcotraffico non fosse armata”.

Confermate dunque le condanne per Agazio Gallace, Antonio Gallace, Vincenzo Gallace, Angelo Gallace, Giuseppe Antonio Gallace, Domenico Origlia, Liberato Tedesco, Cosmo Leotta, Pietro Gallace, Francesco Taverniti, Paolo Riitano, Cosimo Damiano Gallace e Maurizio Molvini, rideterminata la pena per Romano Malagisi, mentre la sentenza è stata annullata con rinvio per Marco Pacini, Massimiliano Pascucci, Vincenzo Bruno Tedesco e Bruno Gallace. (ilcaffe.tv)