I giudici mangiatori di doni…

…non è un’espressione mia, ma di Esiodo, più o meno contemporaneo di Omero: δωροφάγοι. Che in quel tempo remoto ci fossero giudici corrotti, non è una buona ragione perché ne dobbiamo avere anche 2.800 anni dopo, nel 2020. Premesso e dichiarato che tutti, ma proprio tutti, sono innocenti fino a sentenza definitiva, e dintorni. Tutti, anche il giudice Petrini della Corte d’Appello: mica un usciere di pretura.

Costui è in gattabuia, assieme a un certo Tursi Prato, ex consigliere regionale e ospite più volte delle patrie galere, dove ora nuovamente trovasi; e un luminare della medicina; mentre Nicola Adamo, già vicepresidente della Regione PD, ha ricevuto anche oggi il suo quotidiano avviso di garanzia, senza il quale, dicono, non fa nemmeno colazione, tanto ci è abituato. In tutto questo è coinvolta anche la ndrangheta, però abbastanza marginalmente.

Il giudice Petrini è un presunto disonesto; però è un sicuro poco furbo, se si fa riprendere in diretta, mentre conta soldi… via, può darsi che li abbia vinti al superenalotto; peccato che a me non succeda mai. E i pettegolezzi da Suburra: per i meno informati, quartiere malfamato di Roma imperiale. Premesso e dichiarato che tutti… e tutte, ma proprio tutte, sono innocenti fino a sentenza definitiva, e dintorni.

Poi uno ci pensa, e si chiede come mai a Catanzaro molti sono più innocenti degli altri. O lo sono stati per tantissimi anni.

Anche la signora ex prefetto di Cosenza è innocente fino a sentenza definitiva, e dintorni. Però aveva i soldi nella borsetta come Anastasia; vero che quelli di Viso d’angelo erano parecchi di più.

Insomma, la [presunta] corruzione dilaga in Calabria e altrove. Sviluppiamo dunque il concetto di corruzione.

1. Nessuno si corrompe dalla mattina alla sera; e nessun corrotto era onesto prima di diventare corrotto. La corruzione è un processo che inizia sui banchi di scuola, e, passo passo micio micio, cresce con l’eventuale carriera del corrotto.
2. La corrotta non si corrompe in mezzora come Fantine dei Miserabili secondo Hugo, ma le premesse ci dovevano essere sia per la vivace Fantine sia per il presunto corrotto Petrini.
3. Nessuno si corrompe in solitaria, ma serve sempre una rete di connivenze e complicità. Il corrotto è perciò corruttore, e viceversa. E lo fa capire dalla faccia: Lombroso, tu sì che avevi ragione!
4. La corruzione è favorita, direi quasi provocata, da ambienti corrotti, in cui il livello di moralità tenda a scendere fino a terra terra; e se uno è onesto passa per imbecille.
5. Condizione della corruzione è che prevalga l’interesse personale sul senso del dovere.

6. Del resto, il corrotto, vivendo in una mentalità di convenienza e circondato da corrotti, non ha il senso dell’onore e della vergogna.
7. Potente incentivo alla corruzione è l’essere mollaccioni, edonisti, viziosi dei comodi e del lusso; nel nostro caso, anche del presunto sesso mercenario.
8. La corruzione è facilitata dall’impunità, quindi da autorità a loro volta corrotte.
9. La corruzione non ha niente a che vedere con le condizioni sociali ed economiche; e tanto meno è vero che sia suscitata dal bisogno: gli ultimi presunti corrotti calabresi sono tutti benestanti e con ottimi stipendi.
10. La corruzione dilaga in tutte le condizioni culturali, e l’essere andati a scuola o meno, e con laurea, non sposta il problema di un mezzo centimetro.

Siccome siamo tutti innocenti eccetera, vediamo come va a finire la vicenda di soldi e letto.

Ulderico Nisticò