I numeri del gambling italiano e calabrese: chi guadagna e quanto spendono i players

Negli ultimi tempi, il mercato del gioco d’azzardo è cresciuto esponenzialmente, con un potenziale ancora tutto da scoprire. I dati, infatti, mostrano una crescita costante dal punto di vista sia della raccolta che della spesa. La diffusione ancor maggiore del fenomeno è dovuta alla nascita della possibilità di poter giocare anche da dispositivi mobile, che ha reso la vita molto più facile al consumatore.

La domanda che sorge spontanea, soprattutto vedendo i numeri relativi al gioco, è: “Chi ne trae beneficio effettivamente?” In effetti, i guadagni sono imponenti, anche se malvisti da una parte dell’opinione pubblica che considera il gioco d’azzardo come rischioso per la salute del fruitore.

In primis, coloro che guadagnano dall’enorme afflusso di soldi in questo mondo, sono i fornitori dei contenuti di gioco per i casinò AAMS, che fanno in modo di differenziare la loro offerta per fidelizzare quanti più giocatore possibili. In Italia ci sono diversi operatori di software di gioco, sia nazionali che internazionali. C’è, però, spazio anche per lo Stato. Quando un provider internazionale arriva in Italia ed entra a far parte del mercato nazionale, questi fa degli investimenti, rispettando i canoni italiani. In questo modo, generando profitti, contribuisce alle casse italiane con le imposte.

In riferimento a quest’ultima parte, è risaputo che le probabilità di vincita sono inferiori di molto rispetto a quelle di perdere. Non esiste, dunque, la possibilità che sia il giocatore che il banco vincano. A lungo andare, l’operatore incasserà sempre di più e il giocatore comincerà a perdere, portando soldi nelle casse, pertanto, dei provider e dello stato.

Specifichiamo, in modo da comprendere ottimamente qual è il guadagno effettivo in materia d’azzardo, la differenza tra i termini raccolta e spesa. Per raccolta si intende il totale delle puntate dei giocatori. La spesa, invece, è la differenza tra la raccolta e le vincite, cioè la somma di ciò che viene tassato.

La cosiddetta “Manovrina”, ossia l’emendamento sul riordino dei giochi approvato recentemente, ha dato nuove disposizioni sia in ambito di slot machine e video lottery che per i giochi online.
Per le prime, il prelievo statale unico è del 19% per le New Slot e del 6% per le VLT, con una vincita totale del player che non può superare il 70%. Ci sarà anche una tassazione sulla concessione di rete a seconda del gestore.

Per possedere una New Slot, bisognerà avere determinati documenti rilasciati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, oltre al nulla osta di distribuzione che indica l’attestato di conformità relativo all’apparecchio. Secondo la “Manovrina”, il numero delle Slot dovrà abbassarsi a 265.000. Ciò significa che diminuirà il numero di apparecchi, ma aumenteranno le imposte statali.

Per quanto riguarda i giochi online, invece, è stato emesso il bando di gara riguardo 120 nuove concessioni di giochi d’azzardo da emettere entro il 31 dicembre 2022. Gli operatori dovranno pagare una somma di 200.000€. In questo caso, il regime fiscale è basato sulla raccolta, cioè sul cosiddetto GGR (Gross Gaming Revenue), con un’aliquota fissata al 20% per i giochi di abilità (poker, casinò, giochi di carte, bingo), mentre del 22% riguardi le scommesse sportive.

Da segnare che, ai sensi della Manovra BIS, dal 1 Ottobre 2017, il PREU sulle vincite dei giochi di lotto verrà aumentato dal 6% all’8% e il prelievo su vincite superiori ai 500€ sarà del 12%.

Secondo quanto emerge da una ricerca compiuta da Giochidislots su quanto incassa lo stato italiano dal gambling, il 44% dei cittadini italiani tra i 18 e i 75 anni ha giocato d’azzardo. Al primo posto, nelle preferenze, c’è il Gratta e Vinci, seguito da New Slot e VideoLottery. L’ammonto totale rappresenta l’1,1% del PIL Nazionale. I giocatori italiani hanno giocato 96 miliardi di euro, in aumento ddelll’8% rispetto al 2015. Le vincite dei giocatori hanno raggiunto i 77 miliardi, dunque la spesa effettiva è stata di 19 miliardi di euro. La metà delle entrate erariali legate ai giochi derivano dalle Slot e VLT (51,6% con un totale di 26,3 miliardi per le slot e 22,8 miliardi per le VLT), mentre i giochi online hanno generato 15,6 miliardi di euro. Segue il Lotto, con una cifra di quasi 8 milioni di euro, in crescita dell’11%.

I numeri in Calabria rilevano un trend positivo che permea tutto il Sud ma che, nella regione in questione, sono i migliori in Italia. I cittadini calabresi, infatti, spendono molto meno degli altri italiani: la spesa pro capite è di circa 186 euro, mentre la media nazionale è di oltre 339 euro. In totale, sono circa 307 i milioni spesi dai cittadini calabresi per il gioco d’azzardo, per lo più per quello reale.

 

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